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Fiat, Italia e Stati Uniti:il piano al di là dell'oceano con i sindacati tra i più forti sostenitori

Obiettivi e porgetti del nuovo piano strategico Fiat



E’ stato accolto con favore e approvazione il nuovo piano strategico 2014 presentato qualche giorno fa dall’ad Fiat, Sergio Marchionne, e si attendono si sapere le reazioni dei sindacati. La scissione deve fronteggiare una difficoltà procedurale: il placet dei portatori degli 11,6 miliardi di obbligazioni che hanno come garanzia le diverse attività del gruppo.

Non è certo un obiettivo impossibile, ma bisogna centrarlo spalmando bene i debiti tra Fiat e la nuova Fiat Industrial. Il nuovo piano Fiat colpisce per due motivi in particolare: innanzitutto scommette sul raddoppio delle vendite entro il 2014, cioè raggiungere i 6 milioni di pezzi, e poi punta su incrementi della produttività del 20-30% in molti stabilimenti, a cominciare da quelli italiani, attraverso la ristrutturazione organizzativa e una maggior intensità e flessibilità del lavoro.

Ciò significa anche nuove assunzioni. Così, Marchionne annuncia investimenti in Italia ma, al tempo stesso, minaccia di ritirarli nel caso il sindacato non accetti subito le richieste aziendali. Puntare sugli investimenti prima e puntare agli Stati Uniti poi.

Oggetto di questa scommessa è Chrysler, che ora ancora si mantiene grazie ai prestiti dei governi americano e canadese, 9,6 miliardi, e al congelamento dei crediti previdenziali dei dipendenti, 3,8 miliardi. Ma il punto di partenza della ripartenza Usa è il ritorno della domanda di automobili da 12 a 14,5 milioni di pezzi l’anno e poi tecnologie Fiat e le capacità gestionali di Marchionne dovranno preoccuparsi di elevare la quota di mercato Chrysler dal 10 al 12,5%.

Il punto di forza del progetto oltreoceano è però l’alleanza  con un sindacato forte. Il motivo? Il 55% di Chrysler è nelle mani del sindacato con Veba (Volunteer employee beneficiary association), il fondo creato con un accordo sindacale del 2007 per togliere dal bilancio delle tre (ex) Big di Detroit, in crisi, il peso dell'assistenza sanitaria ai pensionati e solo il 20% delle azioni è di Fiat che dovrà lavorare a nuove tecnologie per rilanciare l'azienda.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il