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Nucleare e nuove centrali entro 3 anni in Italia con la Russia: annuncio Berlusconi con Putin

Il premier Berlusconi annuncia nuove centrali nucleari fra 3 anni. Reazioni e polemiche



Nonostante il no di gran parte degli italiani, nonostante la catena umana formata da più di 120 mila persone che qualche giorno si è formata in Germania per dire no al nucleare, il premier italiano, Silvio Berlusconi, forte dell’accordo con la Francia, sembra piuttosto convinto: “I lavori per la prima centrale nucleare in Italia saranno iniziati entro tre anni”. L’annuncio è arrivato a margine del suo incontro con il premier russo Vladimir Putin.

Berlusconi ha detto: “Abbiamo parlato molto del futuro dell'energia nel mondo e siglato un accordo che può segnare una svolta per il nucleare. Un progetto che potrà cambiare gli scenari della produzione di energia per le generazioni future”, riferendosi all’intesa per la collaborazione in vista della creazione in territorio russo di un reattore termonucleare sperimentale Ignitor.

Poi ha auspicato: “Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l'opinione pubblica italiana. Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento sulla sicurezza delle nuove centrali. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro: portano anche tanto lavoro e si scatena corsa per averle”. Non si sono fatte attendere le reazioni all’annuncio del presidente Berlusconi sulla prossima costruzione delle centrali nel BelPaese. Claudio Saroufim, responsabile ambiente del PdcI, Federazione della sinistra, commenta: “Tre anni per inizio lavori della prima centrale? Prima di quella data speriamo che il governo sia già caduto”.

“Nessuna centrale sarà costruita in Italia”, ha detto il presidente del gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, che ha annunciato “Il 1° maggio l'Idv inizia la raccolta delle firme contro il nucleare e il referendum spazzerà via la colossale truffa atomica”.

Anche Ranata Polverini, neo eletta governatrice della Regione Lazio è contraria: “Il nucleare nessuno lo vuole” e con lei si schierano anche il presidente della Lombradia, Roberto Formigoni, della Regione Veneto, Luca Zaia, il governatore della Campania, Stefano Caldoro, che sostiene che la sua Regione non è adatta a ospitare impianti atomici causa rischio sismico. Stesso discorso per la Calabria di Giuseppe Scopelliti. Cosa accadrà, dunque, in questo anni di discussione sull’eventualità o meno di costruzione delle nuove centrali?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il