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Crisi Grecia e Italia: rischi per noi? In pericolo bot, btp o fondi di investimento?

In Grecia si sciopera e il disastro economico di cui è vittima contagia le Borse. E l'Italia?



Grecia paralizzata da uno sciopero generale contro le misure che saranno votate domani dal parlamento e contro coloro ritenuti responsabili della crisi siano puniti. Dopo le manifestazioni di ieri, la protesta si trasforma oggi in sciopero generale con la discesa in campo della confederazione del settore privato,Gsee, blocco informativo, per lo sciopero dei giornalisti e stop dei trasporti. Chiusi anche ospedali, scuole, banche e uffici.

La criticità della situazione greca si riflette sulle Borse che hanno bruciato oltre 140 miliardi di euro per effetto dei timori legati al piano di salvataggio della Paese. Pesa sempre di più sui mercati la paura di un eventuale contagio della crisi verso gli altri Paesi dell'area Pigs, in particolare verso la Spagna. Affondano i listini di Madrid (-5,4%), Lisbona (-4,2%) e Atene (-7,3%). Milano ripiomba ai minimi di fine luglio 2009 (-4,7%).

Secondo gli esperti, sono ancora forti le diffidenze tra gli investitori sui piani di risanamento dei conti di Atene e Spagna, Irlanda e Portogallo e i mercati rischiano di non calmarsi fino a quando non vedranno concreti segnali sulla loro efficacia. E c’è chi punta il dita verso l’Italia, prossima vittima della crisi. “Sembra che sia proprio l'Italia il prossimo bersaglio”, hanno commentato gli operatori, il paese delle speculazioni. Ma il BelPaese non è neanche bersaglio tanto facile da abbattere perché non ha problemi di liquidità che stanno rendendo pesante la crisi greca.

“E non vedo, ha detto chiaramente Patrick Artus, uno dei più insigni economisti francesi, professore alla Sorbonne e capo economista di Natixis, nemmeno i problemi economici che rendono fragili Spagna e Portogallo. Il tasso di disoccupazione è lontano da quello dei paesi iberici, l'industria è forte e l'economia diversificata”.

Per Artus i ‘mali’ dell'Italia sono quelli delle nazioni avanzate, e cioè gli elevati debiti pubblici e l’indebitamento di famiglie e aziende. Infine ci sarebbe un vantaggio relativo per il nostro paese: un deficit sotto controllo e previsto sotto il 3% nel 2011. Si potrebbe, dunque, dire che l’Italia non se la passa tanto bene ma neanche tanto male da scatenare tutto quello che sta avvenendo in Grecia.

Nel frattempo, la turbolenza dei listini europei penalizzati dall'effetto-Grecia ha raggiunto anche Wall Street: l'indice Dow Jones chiude con un crollo del 2,02% a 10926,77 punti, va peggio il Nasdaq che cede il 2,98% e raggiunge quota 2.424,25 punti, e male anche l'indice Standard and Poor 500 a 1.173,60 punti. Così l’euro crolla e vince il dollaro: la moneta unica europea è arrivata, infatti, al minimo di 1,2979.

L'altra preoccupazione è che il piano di salvataggio potrebbe non bastare e il governo greco dovrà comunque rivolgersi al mercato per finanziarsi nel corso dei prossimi tre anni. A sostenere questa ipotesi è stato il ministro dell'Economia tedesco, Rainer Bruederle, per cui i pacchetto da 110 miliardi non coprirà interamente il fabbisogno greco nei prossimi tre anni. E sorgono domande su come difendere ed effettuare eventuali investimenti. Secondo gli esperti è il momento di puntare sui fondi obbligazionari e titoli di stato di paesi del centro Europa, come Francia e Germania.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il