Mutui a rata fissa e costante: i costi medi 2010 sono ancora alti

Gli italiani continuano a preferire i mutui a tassi variabili. Colpa dei costi elevati dei fissi. La situazione



Continua a crescere la preferenza degli italiani per mutui a tasso variabile, nonostante alcuni rischi che essi possono comprtare, e un motivo certamente c’è. Secondo alcuni dati, sembra, infatti, che i mutui italiani a tasso fisso siano decisamente più cari rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Unione europea.

I dati aggiornati a febbraio 2010 dell'Ufficio statistiche della Bce ha evidenziato la forte differenza di costo dei mutui a tasso fisso nel nostro paese e ha sottolineato che la differenza di tasso sui finanziamenti a tasso fisso di durata pari o superiore a dieci anni risulta di 61 centesimi rispetto alla media dei paesi euro, di 83 centesimi rispetto alla Francia, di 86 rispetto alla Spagna mentre sembra più contenuta la differenza con la Germania, di soli 47 centesimi.

E vanno decisamente meglio i variabili. Alessandro Sciamarelli, responsabile servizi statistici a Bruxelles dell'European Mortgage Association, spiega: “I dati che rileviamo trimestralmente segnalano una particolare convenienza dell'Italia nei prestiti tasso variabile.

A favore dei mutuatari italiani può giocare anche il fatto che la grande maggioranza degli istituti leghi l'indicizzazione del finanziamento all'Euribor e non, ad esempio, al tasso della Bce oggi più alto. Ma si potrebbe anche pensare che in Italia la concorrenza tra istituti su questo tipo di mutuo sia più forte e che le condizioni siano migliori proprio per questa ragione”.

Ecco spiegato il motivo per cui l’Abi sottolinea che oggi quasi il 90% dei finanziamenti avviene a tasso variabile mentre il caro mutui fissi trova spiegazione nel fatto che “Il costo dei nostri finanziamenti a tasso fisso ha diversi motivi, a partire dall'abolizione delle penali di anticipata estinzione, che ha costretto le banche a incorporare nei tassi il rischio di abbandono da parte del cliente, per arrivare ai lunghi tempi per le esecuzioni immobiliari”. Il consiglio, dunque, per il momento è di continuare a preferire i variabili, almeno fino a quando le condizioni economiche attuali lo permetteranno. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il