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Aprire la partita iva:sempre di più lo fanno per secondo lavoro o dipendenti a tempo determinato

Boom di nuove aperture Partite Iva in Italia nello scorso anno. Chi le sfrutta e cosa offrono



Nell'ultimo anno e mezzo, quasi 9 milioni di liberi professionisti hanno aperto Partite Iva, portando ad un aumento record di +177 mila di nuove aperture. Un boom che proviene essenzialmente dalle attività immobiliari, dai servizi e dalle imprese (+51 mila), e poi dalle ditte o micro ditte agricole ( +20 mila) e dalle costruzioni ( +22 mila).

Ad affollare il mondo delle partite Iva sono state migliaia di grafici, web designer, consulenti informatici, informatori, professionisti che operano nel settore della new economy, piccoli artigiani, operai specializzati, consulenti ambientali, artigiani altamente specializzati. Fra loro c’è una distinzione da fare, perché ci sono coloro che hanno deciso di aprire la partita Iva consapevoli di fornire un servizio qualificato e coloro che, invece, lo hanno fatto per operare con la formula dell'associazione in partecipazione con l'azienda o la ditta che ha richiesto una collaborazione esterna.

Nascono quindi figure di ‘non professionisti’ che ha portato alla nascita di Felsa, che si pone di tutelare anche i diritti di quelli che non hanno un albo, il popolo cioè del le nuove professioni sempre piùflessibili. Giuseppe Vialetti, economista esperto di riforme fiscali, rispondendo ad alcune domande in merito all’ultimissima tendenza del dilagare di migliaia di Partite Iva ha spiegato che esse garantiscono “alcune semplificazioni e alcune agevolazioni fiscali per le nuove ma è difficile dare consigli ai giovani.

Certamente le poche opportunità che si presentano sono meglio afferrate da chi riesce a coltivare il maggior numero di interessi ed è bene inserito nei contesti relazionali, fonte essenziale delle micro-informazioni spesso fondamentali per l'accesso alle prime esperienze lavorative”.

E sul boom italiano rispetto ad altri Paesi: “ Il fenomeno delle partite Iva italiane non ha mai trovato uguali in Europa. Questa permanente vitalità nonostante la negatività del contesto economico è sicuramente indice di una resistenza tenace al declino. La speranza è che queste energie riescano a fare sistema, permeando anche il settore manifatturiero e ristorando per questa via la competitività dell'economia italiana”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il