BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni, contratti dipendenti pubblici e liquidazioni nella manovra contro crisi del Governo

Dopo la crisi della Grecia e dell'euro, la manovra del Governo italiano con tagli su stipendi pubblici, pensioni e trasferimenti sembra inevitabile



La manovra del Governo italia per ridurre il deficit pubblico dopo il crollo delle brose di venerdì per non rischiare di venire trascinati in un possibile taglio del rating ( che prima, comunque, colpirebbe portogallo e spagna dopo aver avuto gli effetti che tutti sappiamo sulla Grecia ) sembra ormai inevitabile.

Se ne è iniziato a parlare da circa 10 giorni e lo stesso Tremonti non lo ha mai negata: adesso è stata lanciata ufficialmente dopo l'intervento del Ministro Calderoli che ha parlato di sacrifici in primis della politica con il taglio degli stipendi del 5% di tutti i parlamentari.

Ma lo stesso Tremonti è intervenuto affermando che sta dialogando in maniera costante con le parti sociali e il Corriere della Sera rivela che il ministro ha chiesto alla Ragioneria dello Stato una lista completa di tutte le voci dove è possibile tagliare spese le quali poi saranno vagliate dallo steso ministro e dal suo staff.

La manovra sarà dura: almeno 25 milioni di euro, cifra che ha confermato lo stesso tesoro e non basterà, dunque, il taglio del 5% degli stipendi dei politici, mossa più simbolica che altro.

Ecco, invece, dove effettivamente si potrebbe intervenire effettivamente e i cui tagli sono realmente in discussione nel Governo:

- Spese correnti: si ipotizza una diminuzione delle spese dei vari ministeri e un blocco dei trasferimenti agli enti locali, così come per le grandi opere e infrastrutture.

- Pensioni: la situazione è sotto controllo dopo la riforma Dini e 2 successivi aggiustamenti e la stessa Inps è leggermente in attivo. E Anche lo Fmi conferma la "bontà" del sistema. Ma si pensa, comunque, ad un ulteriore verifica dopo quella del 2009 sulle false pensioni di invalidità e un temporaneo blocco e ritardo delle finestre di uscita prossime per andare in pensione

- Dipendenti pubblici e statali: l'intervento maggiore riguarderebbe proprio loro con il rinnovo del contratto scaduto nel 2009 che potrebbe ritardare a data da definirsi. Inoltre le liquidazioni potrebbe essere pagate dopo 6 mesi e non 3 come accade attualmente. E si discute anche di un blocco degli scatti di anzianità per magistrati e professori e diverse altre categorie.

- Giochi: si pensa ad una forte verifica sui giochi, come le scommesse illecite, attraverso la modfica dei Monopoli di Stato in Agenzia fiscale. Rappresenta un forte impegno di personale ( ci vorrebbero circa 1000-1500 persone in più ) ma gli introiti assai maggiori combattendo l'illegalità potrebbero giustificare tale decisione.

- Sanità: la situazione è assolutamente delicata, ma nello stesso tempo assai negativa diversamente dalla situazione previdenziale. Come accaduto sulle pensioni occorre intervenire con una riforma strutturale per evitare sprechi e corruzioni.
La decisione di bloccare i trasferimenti alla sanità per le regioni in rosso è stata solo la prima mossa in un piano che deve  essere più complessivo e strutturale. Lo stesso Fmi ce lo chiede.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il