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Export italiano 2010-2011: con euro sempre più basso e debole le previsioni sono di forte crescita

Cala l'euro, cresce l'export italiano: l'andamento del mercato del BelPaese



‘Un euro più debole in questo momento può essere una benedizione per l’eurozona’: così il britannico Financial Times invita quasi alla tranquillità i Paesi di Eurolandia soggetti alla caduta dell’euro. Secondo le valutazioni del quotidiano economico, se persiste la debolezza dell’euro, allora le esportazioni, anche italiane, cresceranno, facendo registrare grandi crescite.

Il BelPaese ha un debito nazionale alto, ma il deficit quest’anno è inferiore a quello tedesco. Il rigore di bilancio ha tenuto il tasso di crescita italiano basso, ma l’euro meno caro dovrebbe facilitare alle imprese italiane l’impegno di vendere le loro merci all’estero.

Sempre secondo il Financial Times, “La debolezza va mantenuta in prospettiva poiché in base alla maggior parte degli standard, l’euro è ancora forte. Ci sono molte debolezze nell’eurozona. Il fatto che le esportazioni diventino meno care non è una di queste”.

A spingere, infatti, l’export italiano non è solo la domanda proveniente dai paesi esteri ma anche, e oggi soprattutto, il deprezzamento dell'euro, che si riflette in una crescita dei risultati delle aziende più esposte ai mercati internazionali. Se l'elasticità delle esportazioni italiane al cambio risulta oggi più contenuta rispetto agli anni precedenti, un euro più basso di circa il 15% rispetto al dollaro, sostiene un impatto decisamente più favorevole nelle vendite. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il