BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma Università Gelmini: le novità. Ricercatori, professori e studenti in protesta.

Proteste da Nord a Sud per i tagli universitari previsti dalla nuova riforma Gelmini. Cosa cambia



Neomamma da qualche settimana, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, torna a puntare il dito contro il sistema universitario di Italia. Per il ministro “bisogna avere il coraggio di cambiare, di guardare ad una università moderna. Non serve ripetere vecchi slogan. Le ideologie devono essere lasciate fuori dall'università, l'unico interesse deve essere quello dei ragazzi e del loro futuro.

Il nuovo ddl riforma completamente il sistema universitario italiano, elimina sprechi e privilegi, rivede la governance degli atenei, punta sul merito e apre le porte ai giovani”. Protestano gli Atenei di Bologna, Trieste, Milano e Palermo, solo per citare alcune delle città coinvolte.

Nel resto del Paese sono state organizzate assemblee di ateneo e occupazioni contro i tagli ai finanziamenti previsti dall'ipotesi di riforma del sistema universitario.La protesta rientra nella settimana di mobilitazione proclamata da una ventina di organizzazioni e associazioni della docenza universitaria e coinvolge tutti coloro che lavorano negli atenei, da docenti, a ricercatori, precari, lettori, personale tecnico-amministrativo e studenti.

La riforma universitaria 2010 è orientata verso un sistema meno burocratizzato e mira a stimolare una maggiore autonomia e concorrenza tra le università. La nuova riforma prevede due cicli formativi: la laurea di primo livello (ex laurea triennale) e la laurea magistrale (ex specialistica) che dura due anni, e riguarda anche la formazione post laurea: i master universitari di primo e secondo livello della durata di 1 anno (cui è possibile iscriversi con il titolo, rispettivamente, della laurea di primo livello e della laurea magistrale) ed il dottorato di ricerca della durata di 3 anni (dopo il conseguimento della laurea magistrale).

Ma le novità principali più contestate sono i tagli previsti per ogni ateneo e che porteranno ad una drastica riduzione dei fondi a disposizione delle università.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il