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Manovra fiscale: le novità ufficiali

Le misure della nuova Manovra, dai tagli, alle pensioni, alle novità per gli enti locali



Tagli agli stipendi dei politici del 10% sulla parte eccedente 80 mila euro, tagli agli stipendi di manager, una sanatoria per gli immobili fantasma, scende il tetto della tracciabilità del contante, viene varata una stretta sulle invalidità e nuove regole per il redditometro.

Tagli ai costi della politica, tagli del 10% (che avranno decorrenza a partire dal prossimo primo gennaio) ai vari ministeri, giro di vite sulle auto blu, congelati gli aumenti previsti per i dipendenti statali, si dimezza la spesa per la formazione nella Pubblica amministrazione, si riducono i rimborsi ai partiti, introdotti nuovi pedaggi autostradali.

E ancora, niente Irap per le imprese che operano nel mezzogiorno, dove le Regioni potranno determinare l’aliquota dell’imposta fino ad azzerarla, prevista, inoltre, una stretta sull'uso delle risorse da parte della protezione civile. Nuove anche alcune norme di incentivazione fiscale per i ricercatori residenti all’estero che vengono a svolgere la loro attività in Italia acquistando la residenza fiscale.

Per quanto riguarda le pensioni, poi, prevista una finestra mobile dal 2011 per pensione vecchiaia: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti. Confermate due finestre per pensionamento anticipato dal 2011 con almeno 40 anni di contributi e previsto l’aumento per l’età pensionabile che sale a 65 anni per le donne del pubblico impiego.

Sono queste le novità principali della nuova manovra fiscale anti crisi approvata ieri. “C'è una crisi provocata dalla speculazione e tutti i Paesi europei, Italia compresa, hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità”: così il premier Silvio Berlusconi ha esordito presentando la manovra correttiva dal valore di 24 miliardi di euro, ripartiti in due anni. Contrarie le Regioni.

Per quanto riguarda, infatti, regioni ed enti locali, essi saranno tenuti a versare un contributo in proporzione all'incidenza sul bilancio complessivo del settore pubblico. Previsti trasferimenti per oltre 13 miliardi in due anni, che dovranno provenire in maniera così ripartita: 10 dalle Regioni e 3 da Comuni e Province, dieci delle quali, se non di confine o appartenenti a Regioni autonome, verranno abolite.

Le Regioni avrebbero manifestato forti preoccupazioni per i tagli alla sanità, nonostante siano consapevoli della necessità del rigore e la lotta all'evasione. “La manovra del Governo, come ci è stata prospettata, non è sostenibile per le Regioni”, ha detto il presidente della Lombardia Formigoni. “Siamo consapevoli della difficoltà del momento, difficoltà internazionale, e che occorrono provvedimenti forti e ognuno deve fare la sua parte per permettere all'Italia di uscire dalla situazione critica”, ma per Formigoni la manovra non è equilibrata e mette a repentaglio il federalismo fiscale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il