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Giovani e computer, Internet e libri: tanti non li hanno e usano.

Nonostante la grande passione, sono ancora pochi i giovani italiani che usano molto il pc. I dati



Computer che passione: se prima era solo il cellulare ad aver occupato un ruolo privilegiato nella vita di tutti, arrivando ad essere un fedele compagno di ogni viaggio e sempre presente, oggi anche i pc, soprattutto portatili, sono diventati parte fondamentale della vita di tutti, soprattutto dei più giovani che se ne servono per lavoro, svago, perché amano essere collegati anche in mobilitò per poter comunicare tramite i tanto amati social network.

Ma, nonostante questa grande passione crescente, rispetto ad altri Paese, sono moltissimi i giovani italiani, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non utilizzano il computer, mentre il 43,6% non legge. Al passo con il mondo digitale della globalizzazione, sono i figli di laureati.

Questi sono alcuni risultati che emergono dall’ultimo Rapporto Istat che punta il dito decisamente contro la scuola, dove i livelli di competenza degli studenti italiani risultano ben sotto i valori medi dell’Ocse. La scuola, infatti, non sembra farsi promotrice di una più alta competenza sociale e di innovazione tecnologica, per questo è finita nell’occhio del ciclone.

Come guida e fonte inesauribile di sapere, questa istituzione dovrebbe essere ciò che porta verso la novità, la crescita, l’imparare. Legge il 41,3% fra i figli di 15-29 anni con 50 libri in casa, ma soprattutto legge il 73,4% di chi possiede più di 200 libri. Il valore si dimezza tra i figli con genitori che possiedono al massimo la licenza elementare, basti pensare che legge il 70,7% dei ragazzi che vivono in famiglie nelle quali il capofamiglia è dirigente, imprenditore o libero professionista, mentre nelle famiglie operaie la quota di figli lettori si attesta al 45,7%.

Per quanto riguarda, invece, l’uso di pc, sempre secondo l’Istat, non usa il pc il 4,8% di figli nel caso in cui la persona di riferimento è un dirigente, imprenditore o libero professionista, mentre la quota sale al 18,6% per i figli che vivono nelle famiglie operaie.

Nelle scuole il computer non c'è, sono troppo pochi o non vengono usati adeguatamente, non riuscendo, dunque, a promuovere una crescita delle competenze tecnologiche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il