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Fibra ottica: l'investimento in Italia conviene. Ricavi da capogiro

Investire per la fibra ottica in Italia: piani e convenienze



Investire nella banda larga per garantire un maggiore sviluppo nel futuro e ricavi stratosferici. La Commissione Europea in che si occupa della materia ha approvato il Piano di sviluppo rurale regionale per la Banda Larga con valore fino al 31 Dicembre del 2015 e che prevede di finanziare 501 iniziative destinate al superamento del digital divide nelle aree più disagiate del nostro Paese, le aree di riferimento comprendono 2.100 comuni rurali mentre lo stanziamento consiste in oltre 154 milioni di Euro.

Il Piano dovrebbe costituire un aiuto per la diffusione della Banda Larga in Italia, in attesa di sapere quando verranno messi a disposizione gli 800 milioni che il CIPE dovrebbe assegnare per un vero progetto di innovazione tecnologia del nostro Paese. Per il momento, da quando gli 800 milioni di Euro sono stati dirottati per altre spese in attesa di un rifinanziamento.

La necessità di investire nella banda larga è stata ampiamente spiegata, sottolineando il fatto che con 13 miliardi si possono ottenere economie tra 66 e 438 miliardi. Il tutto se però sostenuto da un quadro normativo che lo permetta.

L’Agcom ha spiegato che l’Italia sarà tenuta ad armonizzare la sua banda 800 MHz con quella degli altri Paesi europei e ad aprirla all’uso degli operatori mobili e il meccanismo regolamentare, che meglio potrà garantire una progressiva trasformazione dell’uso della banda in tal senso, è quello di una assegnazione contemporanea delle frequenze agli operatori televisivi e agli operatori mobili.

Seguendo questo piano, ai primi spetteranno tali frequenze nel rispetto dei diritti acquisiti (legacy) o con le nuove regole di gara per i nuovi entranti, mentre ai secondi saranno assegnate attraverso una procedura di asta competitiva.

Le nuove reti in fibra ottica dovranno, nel giro di qualche anno, completamente sostituire quelle in rame e se considerato una copertura del 50% della popolazione ed un tasso di adozione del 100% per i clienti business e dell’80% per quelli residenziali, l’investimento sarebbe di poco superiore ai 13 miliardi di euro.

Nonostante, tuttavia, si raccomandi l’importanza di tale investimento, i sottoscrittori ad Internet italiani mostrano una minor propensione rispetto alla media europea ad utilizzare servizi online.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il