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Studi di settore 2010: le novità. Differenze nord e sud. Per professionisti cancellati?

Novità per studi di settore e redditometro: serrata la lotta all'evasione fiscale



Diverso da regione a regione, da provincia e provincia, e da città e periferia, basato sulla divisione della cittadinanza in tipologie, arriva il nuovo redditometro introdotto dalla Misura anti crisi approvata qualche giorno fa dal governo. Obiettivo: controlli più serrati contro l’evasione fiscale, fenomeno dilagante nella nostra bella Italia.

Si tratta di un sistema più rigido che andrà a far finire nel mirino i ricchi e i benestanti, la cui situazione fiscale e patrimoniale sarà valutata in base a determinati parametri: possesso di barca, auto di lusso, crociere, iscrizioni a scuole private con rette astronomiche, a circoli sportivi da vip, a palestre alla moda.

Altra novità annunciata: l’abolizione degli studi di settore, almeno per le categorie dei professionisti, seguita dall’obbligo della fattura elettronica, per cifre sopra i 3 mila euro. Ciò significa per esempio che il grossista sarà costretto a fatturare al dettagliante che, a sua volta, dovrà emettere fattura al cliente finale, anche se privato cittadino e, alla fine, il tutto finirà all’Agenzia delle Entrate, che avrà così la possibilità di tenere sotto controllo l’intero percorso di lavoro e fatturazione.

I nuovi correttivi anticrisi previsti per gli studi di settore prevedono anche un bonus specifico che per la prima volta tiene conto dei forti costi delle imprese rispetto alla flessione dell’attività. Il “bonus” occupazione, al quale avranno accesso i contribuenti “non congrui” rispetto a quanto prefigurato dagli studi, sarà accompagnano dalla considerazione delle sottoutilizzazione degli impianti, la maggior durata delle scorte e della dimensione del magazzino delle imprese.

Ciò significa che si terrà conto del fatto che i forti incrementi del valore di magazzino sono spesso dovuti alla scarsità della domanda e non a cessioni non fiscalizzate, per cui per la durata delle scorte non sarà previsto un ricalcolo del costo del venduto con impatto sulle imposte dirette e dell’Iva.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il