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Dipendenti statali e enti pubblici:contratti non rinnovati a tempo determinato,co.co.co e consulenza

I tagli della nuova Manovra



Nessuno dei dipendenti pubblici a tempo indeterminato perderà il proprio posto di lavoro ma potrebbe risentire delle nuove misure della Manovra anti crisi approvata da giorni dal governo, la metà di tutti quei lavoratori statali che magari da anni lavorano in regime di precarietà e che sono aumentati di numero negli anni: si tratterebbe di circa 150.000 unità.

Previsti il taglio della spesa per tutte le forme di lavoro flessibile con esclusione del settore scuola, stop alle assunzioni, fino al 2013, senza alcuna deroga, contratti congelati per i dipendenti pubblici. Ciò che è certo è, infatti, che non verranno rinnovati gli accordi triennali 2010-2012 e saranno sospesi fino al 2013 anche gli scatti di anzianità e gli automatismi di carriera per tutte le categorie.

A risentire dei ‘blocchi’ saranno anche gli uffici dell'amministrazione centrale e degli enti locali che dovranno decisamente alleggerire gli organici, nei prossimi tre anni, di circa 400mila posti.

Nell'università, invece, sarebbero previsti tagli di quasi 7 mila posti, il servizio sanitario dovrebbe ‘abbandonare’ in tre anni 156 mila posti in organico, seguito dagli enti locali (59mila); aggiungendo i 55mila posti in meno che dovrebbero rappresentare l'effetto sui prossimi due anni scolastici della razionalizzazione imposta nel 2008 alle classi, il conto totale dei posti che si cancelleranno da qui al 2013 arriva a quota 398mila. Già dal 2011, poi, dovrebbero saltare più di 80 mila contratti flessibili, coinvolti nel taglio del 50% previsto per tempi determinati e co.co.co.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il