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Stipendi statali blocco da 2011 ed enti culturali: novità e cambiamenti manovra dopo Napolitano

Il presidente della Repubblica firma la manovra anti crisi. Cosa cambia



Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge sulla manovra economica e finanziaria. Il decreto-legge contiene misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica.

Nel testo firmato da Napolitano sarebbe stata stralciata la lista dei 232 enti, fondazioni e istituti culturali contenuti nell'allegato della manovra finanziaria e ci sarebbe una riduzione delle spese per questo settore affidata però alla valutazione del Ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.

La norma coinvolge i ministeri competenti. Nel testo si legge: “Al fine di procedere alla razionalizzazione e riordino delle modalità con le quali lo Stato concorre al finanziamento dei predetti enti, i ministri competenti con decreto da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto stabiliscono il riparto delle risorse disponibili”.

L'allegato con la lista delle 232 istituzioni culturali non c'è più ma rimane nel testo della manovra, la soppressione dell'Eti, l'Ente teatrale italiano, le cui funzioni passano al ministero dei beni culturali.

Altra novità: partirà dal 2011, e non più da quest'anno, il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici: per tre anni, dal 2011, 2012 e 2013, il trattamento economico dei singoli dipendenti, compresi i dirigenti, non potrà superare i livelli del 2010.

Nel testo approvato dal consiglio dei ministri il blocco degli stipendi degli statali partiva già dal 2010. I magistrati, dopo l'incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sugli aspetti della manovra che riguardano la magistratura, si sono detti pronti a scioperare e ad ‘altre forme di lotta’.

Secondo il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini, “è assurdo che un magistrato che guadagna 150mila euro se ne veda decurtati 2mila dalla manovra, mentre uno che ne guadagna 70mila debba contribuire alla soluzione della crisi economica con 20mila in funzione del blocco dei primi aumenti automatici di stipendio, che sono i più consistenti e avvengono nei primi quindici anni di carriera. In questa manovra si può leggere la volontà di punire la magistratura italiana”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il