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Francia e titoli di stato a rischio taglio rating: ok a fondi Ue contro crisi

Anche la Francia sull'orlo di una crisi? L'ue dice si al nuovo Fondo anti-crisi



Grecia ko, Portogallo depresso, Spagna sull’orlo del baratro ed ora anche la Francia inizia a vacillare. E qualche segnale d’allerta si inizia ad avvertire: i bond francesi sono diventati molto meno liquidi, lo spread tra i credit default swap della Germania e quelli francesi è di circa 40 punti mentre alla fine dell'anno scorso il differenziale non superava i dieci punti e così i mercati hanno cominciato a percepire le debolezze del deficit e del debito pubblico francesi.

E una politica d'austerità si intravede anche nell’orizzonte francese. In Francia, il debito rappresenta ormai oltre l'80% del Pil mentre il rapporto con il deficit dovrebbe arrivare a fine anno all'8,2% con l'obiettivo di riportarlo al 3% entro il 2013, o al più tardi il 2014, grazie al congelamento della spesa.

A destare maggiore preoccupazione sono i conti pubblici: si registra nel Paese, infatti, un deficit cronico da circa un trentennio e il debito è cresciuto di 5 punti percentuali del pil contro un calo analogo per la media dell'intera zona euro. Ma il governo annuncia che non correrà subito ai ripari, combinando il congelamento della spesa pubblica con riforme strutturali.

Nel frattempo, l’Ue dice si al nuovo Fondo anti-crisi e salva-Stati dell'area euro per un totale di 500 miliardi, cui si aggiungono i 250 dell'Fmi. Il Fondo sarà operativo a partire dalla fine del mese di giugno.

Il tutto nasce dall’accordo, finalmente raggiunto, tra Eurogruppo, Fmi e Commissione europea sulla necessità di accelerare il consolidamento dei conti pubblici, rivolgendo particolare attenzione a debiti, riforme strutturali e ad una nuova architettura finanziaria globale.

Si chiamerà Efsf (European Financial Stability Facility), indicherà il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, avrà sede in Lussemburgo e farà capo a una società di diritto lussemburghese con personalità giuridica autonoma, un consiglio di amministrazione, un amministratore delegato e un presidente. Ancora da comunicare i nomi di questi ‘dirigenti’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il