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Dipendenti statali e pubblici: stipendi e liquidazioni più bassi con manovra contro la crisi

Manovra anti crisi e liquidazioni: il nuovo sistema



La nuova Manovra correttiva anti crisi, entrata in vigore la settimana scorsa, ha cambiato anche le regole con cui gli stipendi attuali si trasformeranno in liquidazione per chi è stato assunto prima del 2001. La novità non è retroattiva.

Così, nel mirino della nuova manovra, non solo stipendi e congelamenti ma anche le liquidazioni. Al ministero dell'Economia, infatti, stanno studiando la possibilità di unificare dal 2011 il trattamento dei lavoratori pubblici a quelli del settore privato.

Dall'anno prossimo i contributi della buonuscita dovrebbero essere per tutti del 6,91%, cioè pari a quanto versano le imprese private senza prelievi a carico dei lavoratori per il Tfr o per il Fondo pensione dei loro dipendenti, mentre oggi la buonuscita è diversa per i dipendenti degli enti locali rispetto a quelli dei ministeri. Negli enti locali il contributo è calcolato su quindici mensilità mentre per gli statali il contributo è calcolato su dodici mensilità.

L'obiettivo del ministro Tremonti sarebbe di aumentare i contributi a carico dei pubblici dipendenti riducendo quelli che deve pagare la pubblica amministrazione. Altra ipotesi al vaglio riguarda la buonuscita da pagare a rate. Adottando questa procedura si potrebbe rateizzare quella parte della liquidazione che supera i 40 mila euro.

Così, se le previsioni al vaglio fossero giuste, dal primo gennaio prossimo sarà applicato a tutte le buonuscite di dipendenti pubblici il meccanismo di calcolo che regola il trattamento di fine rapporto nelle aziende private. La novità non comprende coloro che sono stati assunti dopo il 2001, cioè ancora lontanissimi dall'uscita, ma riguarda coloro che finora progettavano di condurre la loro carriera fino a raggiungere una buonuscita calcolata in rapporto all'ultima retribuzione annua.

L'unità di misura per l'assegno di questi dipendenti è l'80% delle voci fisse lorde dell'ultimo anno, divise per 12: basta moltiplicare il risultato per gli anni di anzianità per avere l'importo lordo con cui la pubblica amministrazione liquida i propri lavoratori. In regioni ed enti locali, invece, l'80% del lordo fisso annuale si divide per 15 e non per 12. Il taglio reale previsto potrà essere meno pesante grazie agli anni già maturati prima della riforma, ma sarà comunque limitato. 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il