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Tetto stipendi manager pubblici e più incarichi: limiti. Le regole

Via libera dal CdM al tetto del compenso lordo annuo per manager. Cosa prevede



Via libera dal CdM al tetto che fissa il compenso lordo annuo spettante a manager e dirigenti della pubblica amministrazione. La soglia è di 311mila euro, che é la retribuzione del primo presidente della Corte di Cassazione.

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha specificato che le nuove regole non saranno valide per Bankitalia e autorità indipendenti e che nella determinazione dell'asticella retributiva non dovrà essere computato il corrispettivo globale per il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico corrisposti all'interessato.

Il ministro ha quindi detto con soddisfazione che si conosce “finalmente quanto percepisce il primo presidente della Corte di Cassazione e cioè 261 mila euro di stipendio base cui si aggiunge una cifra di 50 mila euro per la sua appartenenza al Csm. Questa soglia è quanto i servitori dello Stato possono percepire come tetto massimo”.

Escluse dal tetto retributivo, le attività soggette a tariffa professionale anche non continuativa, i contratti d'opera di natura non continuativa, i compensi degli amministratori delle società non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica e compensi dei componenti dei consigli di amministrazione che sono destinatari di deleghe.

Le nuove norme saranno, invece, valide per agenzie, amministrazioni dello Stato, enti pubblici economici e non, enti di ricerca, università, società non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica e le loro controllate. Eventuali deroghe al tetto sabilito potranno essere concesse, secondo quanto comunicato, solo ed esclusivamente per esigenze di carattere eccezionale e per un periodo di tempo non superiore a 3 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il