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Nuove tecnologie,innovazione e ricerca:imprese e università moltiplicano numero di brevetti italiani

Imprese e mondo accademico insieme per l'innovazione



Crescono notevolmente i brevetti made in Italy, dal mondo del design all’hi-tech. Questi sono i risultati dell’impegno che le imprese italiane hanno dedicato ai settori dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo di molte energie coinvolgendo anche, molto più che in passato, il mondo universitario.

Secondo gli ultimi dati di Unioncamere su dati Epo (l’European Patent Office ), l’Italia è all’ottavo posto per numero di brevetti europei depositati negli ultimi dieci anni. Merito di questo risultato sono state le strette collaborazioni con l’Università. “Le imprese sanno che il futuro della nostra industria è nell’innovazione”, ha detto Alessandro Buttà, responsabile di Conoir, Centro per l’innovazione dell’Università Federico II di Napoli .

“Il mondo universitario ha capito e ha fatto cadere quelle remore e resistenze che nel passato rendevano difficile il rapporto con le imprese. La dimostrazione è il successo dell’iniziativa Start up dell’anno che ha premiato la migliore impresa hi-tech nata all’interno di una università”.

La svolta degli ultimi anni è quella che ha visto le aziende medio-piccole rivolgersi al mondo universitario. E’importante che le aziende si aprano al mondo accademico per riuscire a trovare insieme soluzioni da industrializzare per innovare e testare proposte migliori. L’università offrirebbe, dunque, al mondo delle imprese quelle competenze e quelle conoscenze necessarie da mettere in pratica per riuscire nel cammino dell’innovazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il