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Pomigliano e Fiat: nessun accordo al momento. Ritorna possibilità chiusura e Polonia?

Si discute ancora del piano Fiat. Cosa accadrà?



L'accordo ancora non c'è ma la Cisl si dice pronta a firmare il piano presentato dalla Fiat per lo stabilimento di Pomigliano perchè “tutte le regole contrattuali sono salve”: a comunicarlo è stato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha sottolineato come quelle della Fiom siano solo bugie. “E' importante ''che si investa in Italia.

Il vero pericolo è che si decida di non investire in Italia ma in Serbia, Polonia o Detroit”. Ma l’ad Fiat, Sergio Marchionne, ha spiegato: “Il nostro obiettivo principale è quello di raggiungere un giusto livello di efficienza con il consenso di tutti” e per non accettare un veto che minerebbe la linea del piano strategico presentato il 21 aprile scorso, negli ultimi due giorni ha preso in esame le alternative che in parte conducono al Piano B da lui annunciato ma mai spiegato nei dettagli.

In termini concreti, significa che o la Fiat viene messa in condizione di lavorare per raggiungere anche in Italia gli obiettivi che si è data o andrà a farlo dove ciò sarà possibile. Il trasferimento all'estero dell'investimento da 700 milioni attualmente destinato a Somigliano si potrà tranquillamente fare, convinti che produrre in un qualche posto d'Europa le 280 mila Panda trasferite dalla Polonia allo stabilimento campano non sarebbe poi così complicato.

Nel frattempo, il presidente del Senato Renato Schifani citando il caso di Pomigliano ha osservato che "anche i rappresentanti della società civile e sindacali sono fondamentali nella ricerca di equilibri ragionevoli attorno ai quali va costruito un consenso lungimirante". Ciò significa richiede "a tutti uno sforzo supplementare non solo di fiducia ma soprattutto di coraggio e generosità".

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il