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Referendum Pomigliano: vincono i sì, ma non c'è plebiscito. Cosa farà la Fiat?

Gli operai dicono si al Referendum. La situazione



Affluenza record al 95% per il Referendum di Pomigliano: davanti agli operai c'era un sì o un no all'intesa siglata lo scorso 15 giugno tra la Fiat e le sigle sindacali, tranne la Fiom, per far ripartire la produzione del sito con nuovi cicli di lavoro. Un assenso o un dissenso fortemente strumentalizzato dalla politica, per decidere il futuro della loro fabbrica e di conseguenza della loro vita.

Vince ma non sfonda il sì al referendum tra gli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. I sindacati si dicono soddisfatti della percentuale dei consensi circa conquistato dal sì mentre il ministro Sacconi afferma che adesso il paese è più moderno. I sì sono stati 2.888, i no 1.673, le schede bianche 22 e quelle nulle 59. I sì corrispondono al 62,2% dei voti, il no al 36 per cento.

Un verdetto molto al di sotto del 70%, la soglia sotto la quale la Fiat è pronta a rimettere in discussione l'investimento di 700 milioni per produrre la nuova Panda. Ma nella fabbrica campana della Fiat sono tutti consapevoli che a pesare nel prossimo futuro sarà anche il 36% raggiunto dal fronte del no. Ora è tutto nelle mani della Fiat.

Poco dopo i primi scrutini, che sembravano annunciare una vittoria del sì con oltre il 76%, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aveva esortato la Fiat a riconoscere che "vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale".

C'è poi l'altro fronte dei sindacati con la Fim e la Uilm per esempio, da un lato si dicono soddisfatte del successo ottenuto, dall'altro chiedono alla Fiat di ratificare presto l'accordo e, quindi, di mantenere gli impegni. Il sindacato più critico all'accordo, la Fiom, ha ribadito il suo no all'intesa, ma secondo quanto sottolineato dal segretario della federazione napoletana, Massimo Brancato, "se la Fiat apre una trattativa e si predispone ad una mediazione che rispetti la costituzione, le leggi dello stato e il contratto, ci sediamo a un tavolo e siamo disponibili a fare un negoziato".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il