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Obbligazioni bancarie a rischio per le famiglie italiane? Sono le più esposte.

Le famiglie italiane sono le più esposte ai rischi delle obbligazioni. La situazione



Le famiglie italiane sono le più esposte ai rischi delle obbligazioni. Secondo gli ultimi dati Consob, nell'ultimo anno, il valore dei derivati detenuti dai risparmiatori italiani è salito a quota 180 miliardi, più del doppio rispetto ad altri paesi come  Francia, Spagna, Regno Unito e Belgio.

E nel 2009 la quota di obbligazioni bancarie delle famiglie italiane ha superato quella dei titoli di Stato. Inoltre, fra il 2007 e i 2009 le consistenze di prodotti strutturati sono cresciute di oltre il 30% nel BelPaese, rimanendo, invece, più o meno stabili negli altri.

La Consob si concentra essenzialmente sui bond bancari, visto che nei portafogli degli investitori retail vi sono obbligazioni talvolta più rischiose dei titoli di Stato ma che non vengono adeguatamente spiegate nel rendimento offerto. Lamberto Cardia,verso la guida della Consob, ha detto che “La Borsa in Italia deve svolgere un ruolo maggiore rispetto a quello attuale e che la fiducia dei mercati potrà consolidarsi quando l'Europa si sarà dotata di politiche fiscali migliori e meglio organizzate”.

L’esposizione delle famiglie italiane in Europa ai derivati e la loro sovraesposizione verso i bond bancari è sottolineata anche dal dato sulla diffusione degli strumenti derivati. Nel 2009, infatti, rileva la Consob la quota investita in prodotti e strumenti finanziari rischiosi è cresciuta dal 38% circa a fine 2008 al 41% per cento circa a fine 2009 contro il 49% a fine 2007.

A fine 2009, inoltre, le banche italiane continuano ad avere il più altro rapporto obbligazioni/raccolta (40%) e il più alto rapporto obbligazioni/depositi da clientela, dopo quelle tedesche.

Secondo la Consob, dietro la corsa alle obbligazioni da parte delle banche italiane ci sono fattori come il mancato sviluppo del sistema privato di previdenza integrativa e dalla scarsa diffusione del risparmio gestito e dei servizi di consulenza finanziaria; e l’andamento del sistema fiscale, non solo perché in ambito domestico le obbligazioni hanno un regime agevolato rispetto a quello dei depositi (ritenuta secca del 12,5% contro il 27%) ma anche perché nel panorama internazionale l'Italia ha uno dei regimi fiscali più favorevoli sui redditi obbligazionari delle persone fisiche.

Se, infatti, in altri paesi europei, gli interessi derivanti da obbligazioni concorrono alla formazione del reddito complessivo, e diventano dunque tassa all'aliquota marginale del percettore, in Italia i redditi derivanti da interessi non sono soggetti all'imposizione progressiva e tassati con un ritenuta a titolo definitivo a una aliquota comunque contenuta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il