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Manager italiani Cio dell'IT nel network europeo CIOnet e il cloud computing

Il nuovo progetto Cionet. Cosìè e cosa prevede



I Cio (responsabili informatici di tutti i sistemi informatici e informativi di una azienda) che fanno parte di CIOnet Italia sono circa 2.300. La neonata community 2.0, fortemente voluta da Alfredo Gatti di NextValue, vuole arrivare al punto di ‘reclutarne’ ben altri mille nel giro di un paio d'anni.

Obiettivo della rete sociale internazionale per i Cio creata da Hendrik Deckers è quello di scambiarsi idee e arricchirsi reciprocamente. Di Cionet si entra a far parte solo su invito e solo se si è un Cio a capo di una struttura It di almeno 20 persone e/o con 2 milioni di euro di budget o se si è It manager in un organico di almeno 200 persone tecnologiche o a cui vengono destinati 20 milioni di euro per l'It.

Si tratta, dunque, di un club esclusivo e riservato ai chief information officer. Cionet Italia ha un Advisory Board presieduto dal Cio del Gruppo Ferrero, Enzo Bertolini e in cui ci sono manager dalle alte credenziali, come Maurizio Brianza di BTicino, Stefano Catellani di Caprari, Marcello Cordioli di Permasteelisa, Augusto Fedriani di Costa Crociere, Giovanni Hoz dell'Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza, Paolo Magnani di Dhl, Francesco Nicastro di Coesia Group, Luigi Pignatelli di SaraLee, Adriano Riboni di Sanofi Aventis.

La formula di lavoro e organizzazione di Cionet è quella della community ‘a-la-2.0’, con una piattaforma Web di partecipazione moderata, in cui i partecipanti possono fisicamente mettersi a un tavolo per affrontare tematiche definite. Gli obiettivi di CIOnet Italia sono di arrivare a un migliaio di iscrizioni nel corso del 2011 mentre il network europeo conta di toccare i 4.000 iscritti entro quella data.

Alfredo Gatti, amministratore di NextValue, ha, dunque, lanciato in Italia il primo social network dei professionisti IT, “un’iniziativa che mi è capitata mesi fa di incrociare e, incuriosito, ho seguito da osservatore esterno. Poi, dopo che l'advisory board di CIOnet europeo ha studiato le nostre carte, chi siamo, che cosa facciamo, quale reputazione abbiamo, dopo un pò di mesi hanno dato il consenso perché potessimo costituire anche il lato italiano del network...

Si parte tra Cio, si parla di temi che prescindono in certo qual modo dalle tecnologie perché i problemi concreti e quotidiani non vengono mai dalle tecnologie. E scambiarsi opinioni sul come fare, come s'è fatto, quali scelte sono state preferite, senza il sospetto di essere sviati da interessi di parte, è fondamentale".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il