BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: come fare ad andare prima via dal lavoro dopo le riforme fatte nel 2010

Le novità per avere pensioni più alte



La riforma sulle nuove pensioni lascia perplessi molti e malcontentissimi altri. Come fare allora, ad assicurarsi una pensione tranquilla prima dopo le nuove leggi? Le novità riguardano l’aggiornamento triennale dei requisiti anagrafici alle aspettative di vita, nuovi coefficienti di calcolo delle pensioni contributive, lo spostamento in avanti dell’apertura delle finestre.

Il tutto per rimettere in sicurezza i conti pubblici. Ma queste novità, per quanto ben pensate per il sostegno della società, hanno provocato non pochi malcontenti tra i cittadini lavoratori, sia perché si traducono nell’obbligo di dover lavorare di più rispetto alle generazioni precedenti e sia perché, alla fine, si avrà una rendita molto meno consistente.

Per ridurre il divario, che sembra dover diventare sempre più ampio, fra pensione e ultima retribuzione, Progetica, società di consulenza in educazione e pianificazione finanziaria, ha illustrato delle possibilità per poter godere di una buona pensione una volta cessato il lavoro.

Si parte dalla variabile temporale: chi matura i requisiti di anzianità prima dei limiti di vecchiaia, 60 o 65 anni, dovrebbe valutare l’ipotesi di ritardare il pensionamento per avere un vitalizio maggiore.

Per chi è nel sistema contributivo o misto, l’effetto complessivo è generalmente positivo: la maggior anzianità, che comporta l’applicazione di un coefficiente di calcolo più favorevole, compensa il possibile adeguamento triennale degli stessi coefficienti.

Stesso discorso per la previdenza integrativa: secondo quanto consigliato, conviene aderire da giovani e, se possibile, allungare la durata del piano di accumulo. Altra occasione da poter sfruttare,  il riscatto degli anni di laurea che, solitamente, si ritiene conveniente perché, considerando la vita media, si incassa di pensione più di quanto si è speso.

Poi c’è il Tfr: destinare la liquidazione alla previdenza integrativa è, per i dipendenti, l’unico modo per consentire un montante finale adeguato, e, infine, c’è il fisco con la sua deducibilità sui contributi versati. 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il