BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Cloud computing aziende italiane: l'84% non ci pensa. Le previsioni

I cio italiani e le soluzioni cloud: situazione e previsioni



L’84% delle aziende italiane non ha progetti cloud entro 12 mesi. Il motivo? Le scarse risorse da investire. Ma Nextvalue è ottimista e ritiene che l’esplosione in questo settore sia solo questione di mesi.

La ricerca è stata condotta su un campione di 100 CIO di aziende italiane medio-grandi di tutti i settori di mercato (circa il 40% oltre i 250 milioni di euro, il resto tra 100 e 250 milioni) intervistati direttamente, mentre, a livello europeo, la ricerca ha coinvolto i CIO tramite CIOnet, il social network internazionale di responsabili di sistemi informativi, lanciato recentemente e che si estende a Belgio, Francia, Spagna, Olanda e Gran Bretagna, oltre che all’Italia.

Partendo dalle tecnologie strategiche, in questo momento i CIO italiani indicano il Web 2.0 (business network e social media) come prima priorità (44% degli intervistati), seguita dalla virtualizzazione (42%) e dal cloud computing (41%). A luvello europeo, invece, emerge che il 68% dei Cio esteri pone al primo posto Business Intelligence e Performance Management, il 51% Unified Communications, Collaboration e Mobile, il 38% il Cloud Computing.

La virtualizzazione si colloca solo al quarto posto.. si nota, dunque, come ci sia un grande divario fra Italia e altri Paesei. Nextvalue spiega questa differenza ricorrendo soprattutto alla mancanza di budget. Sono, quindi, le risorse a scarseggiare. Per quanto riguarda le offerte cloud sul mercato, il 33% del campione italiano è positiv, e solo un 16% ritiene che ci sia ancora molto da lavorare, mentre il campione europeo è quasi tutto convinto delle opportunità del modello Cloud (solo il 5% è scettico), ma ben il 62% ritiene l’offerta sul mercato non ancora abbastanza matura.

Secondo i Cio italiani, inoltre, adottare soluzioni cloud computing comporterebbe una riduzione dei costi dell’infrastruttura hardware, motivazione seguita dalla scalabilità della domanda (22%) e frequenza d’aggiornamento del software (14%).

Per i Cio europei, invece, al primo posto c’è assolutamente la scalabilità (73%), secondo posto per la riduzione dei costi hardware (62%) e terzo per la riduzione del costo del personale IT e dei costi amministrativi (44%), segnalata solo dall’8% degli intervistati italiani.

Nonostante, dunque, l’ancora poca diffusione del cloud computing in Italia, Nextvalue riscontra l’inizio di un trend di maturazione di queste soluzioni nel nostro Paese, caratterizzato soprattutto da una maggiore conoscenza degli strumenti.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il