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Pensioni a 40 anni: cosa cambia con la manovra 2010-2011 del Governo

Le novità pensioni della manovra 2010



La manovra finanziaria 2010 è partita all’attacco sul la questione pensioni e, dopo settimane di annunci e trattative, le novità approvate sono state le seguenti. L’ultimo emendamento approvato ha cancellato quello che il ministro Maurizio Sacconi aveva definito ‘un refuso’, vale a dire superare la soglia dei 40 anni di contributi per andare in pensione.

Ciò significa che saranno sempre sufficienti i 40 anni di contributi per accedere alle pensioni di anzianità. Dal 2015, poi, inizierà a scattare l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita e ci vorranno 3 mesi in più per poter andare in pensione.

La seconda revisione ci sarà nel 2019, e non subito nel 2016 come prevedeva originariamente l'emendamento, grazie all'approvazione di un subemendamento della maggioranza.

Tradotto, questo nuovo meccanismo, porta al fatto che dal 2015, secondo la nuova formulazione del testo, i 40 anni di contributi, ai quali dal primo gennaio 2011 si applicherà la finestra mobile per cui diventeranno 41, saranno nuovamente legati alla revisione triennale dell’età pensionabile e dei requisiti di anzianità contributiva.

Via libera, inoltre, all'allentamento della stretta sulle casse privatizzate e all'ampliamento dei poteri dei comuni in materia catastale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il