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ETF e ETC: come funzionano, rendimenti e consigli su quali investire

Buoni strumenti di investimento, Etf ed Etc: come funzionano



Sono buoni strumenti di investimento capaci di garantire rendimenti e performance, gli ETF (exchange-traded fund, fondi comuni d'investimento oppure Sicav, negoziati in Borsa come un'azione e caratterizzati da una gestione non attiva) e gli ETC (exchange-traded commodity, strumento finanziario ibrido emesso a fronte dell'investimento diretto nelle materie prime, ad esempio l’oro, petrolio, argento, o in contratti derivati sulle materie prime) stanno conquistando fette sempre crescenti nei portafogli degli investitori privati e istituzionali.

Molto simili, vengono entrambi negoziati in borsa come un’azione, replicano passivamente la performance dell’indice al quale si riferiscono o l’andamento del prezzo della materia prima cui si riferiscono e hanno commissioni di gestione molto basse.

ETF e ETC permettono di investire senza incorrere negli errori di valutazione, cosa che spesso accade per esempio con i tradizionali fondi comuni tradizionali. Inoltre, sono generalmente molto liquidi.

Secondo un’indagine realizzata dal gruppo statunitense di asset management Black Rock, a fine febbraio 2010 gli ETF scambiati nel mondo avevano raggiunto il numero di 3.997 prodotti, con una raccolta complessiva di oltre mille miliardi di dollari; gli emittenti hanno raggiunto un totale di 115, fra, soprattutto, società finanziarie di derivazione bancaria, e i prodotti sono quotati in 40 listini sparsi tra America, Europa, Asia e Oceania.

Uno dei motivi del successo dei replicanti di indici e materie prime sono i bassi costi di gestione: le commissioni, infatti, variano generalmente tra lo 0,30 per i sottostanti (strumento derivato, attività da cui dipende cioè il derivato) più diffusi e lo 0,60 per quelli più esotici, ad esempio materie prime rare o indici di mercati azionari emergenti. Ma ci sono da considerare poi anche costi, cosiddetti occulti, che emergono dopo.

Per proteggersi da essi, basta investire in strumenti più liquidi, dove gli spread sono molto ridotti, o attraverso le piattaforme online, che minimizzano i costi di transazione con una commissione di negoziazione fissa, che non dipendente in alcun modo dai volumi realizzati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il