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Appalti eolico e tangenti: Verdini indagato?Caos in Campania.La vicenda tra complotti e criminalità

Sica si dimette. Si indaga anche su Verdini. Le vicende legate agli appalti sull'eolico



Continuano a ritmo serrato le indagini legate alla truffa sugli appalti eolici che hanno visto protagonisti esponenti della politica. L'assessore regionale Ernesto Sica si dimette, dopo appena cinquanta giorni, dalla giunta Caldoro. Ma la resa dei conti interna al Pdl campano è appena cominciata.

“Resta tutta aperta la questione dentro il partito", commenta Stefano Caldoro, comunicando agli altri colleghi di giunta che da oggi "si riparte. Senza farci frenare dallo squallore". In una nota della Regione, si spiega che "le motivazioni delle dimissioni nascono dal pieno rispetto dei ruoli istituzionali, dalle condizioni oggettive della vicenda giudiziaria e per evitare ogni strumentalizzazione che possa indebolire l'azione della giunta".

Sica, coinvolto nell'inchiesta romana sull’organizzazione di corruzione dei giudici e appalti dell'eolico, sindaco di Pontecagnano (Salerno), ha sperato non uscisse nulla, grazie anche al silenzio dei vertici romani del Pdl sull'opportunità che un loro esponente restasse in giunta.

Coinvolto nell'inchiesta della procura di Roma su una presunta associazione segreta che avrebbe condizionato organi dello Stato, la stessa per la quale è stato arrestato Flavio Carbone, l'ex assessore avrebbe avuto un ruolo nella creazione di un falso dossier per screditare l'attuale presidente della Campania Stefano Caldoro e favorire la candidatura di Nicola Cosentino.

Sica compare in decine di telefonate e, per il giudice, cura l'attività di dossieraggio su uno scandalo sessuale, fatto "di incontri con trans e coperture di camorra", che avrebbe dovuto mettere fuori gioco Caldoro, insieme con Flavio Carboni e Pasquale Lombardi ed Arcangelo Martino, già arrestati per la vicenda appalti truccati in Sarrdegna.

Una sorta di associazione a delinquere che non ha lasciato fuori alcun pezzo. Un’organizzazione politica capace di gestire faccende ben più ampie. Eppure, tutti ancora ai vertici. Per lo meno fino a qualche giorno fa. Sulla posizione di Nicola Cosentino, coordinatore Pdl, invece, si attendono ulteriori valutazioni. C’è chi parla in difesa degli affaristi che travolgono politici e funzionari pubblici, di lobby, di un'attività di pressione lecita per favorire interessi privati.

Ma a tal proposito, Grasso, commenta: "Bisogna vedere se questa attività lobbistica mette in pericolo la democrazia e l'uguaglianza dei cittadini e, poi, se c'è la volontà politica di perseguirla".

Nel frattempo, i figiani chiedono, ed anche fortemente, le dimissioni di Denis Verdini, coordinatore del Pdl, indagato insieme ad altre quattro persone di violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il