Mutui a tasso variabile a confronto: durata 20 o 30 anni quanto possono cambiare le rate?

Conviene davvero affidarsi oggi ai mutui con tassi variabili? i casi



La scelta di un mutuo da accedere è sempre un dilemma, fra fisso, variabile, misto e con Cap, le possibilità sono molteplici, ma mai come oggi i mutui variabili sono costati così poco: 2,1%.

Bene diremmo, se non fosse per il fatto che, nonostante sembri paradossale, più un mutuo variabile parte a tasso ridotto, più nel breve periodo può diventare pericoloso, perché i tassi possono tornare ad alzarsi improvvisamente. Più basso è, infatti, il tasso di avvio, maggiore è la quota di capitale che si inizia a rimborsare: se nella prima parte del prestito il costo del denaro aumenta, anche la rata cresce.

Per fare un esempio: se un mutuo parte al 4%, un incremento di due punti del costo del denaro significherebbe un aumento del 50% della quota interessi della rata, se parte al 2% un incremento di due punti significa un aumento del 100%.

Considerando i tassi di oggi che sono di un punto più bassi rispetto a quelli per i mutui avviati nel 2004 e 2005, un incremento nei prossimi anni dell'Euribor, come quello registrato tra il 2007 e il 2008, avrebbe effetti devastanti.

Simulando un mutuo variabile da 100 mila euro per 30 anni che abbia rata iniziale da 380 euro sostenibile con un reddito di almeno 2.000 euro al mese, bisogna considerare che la stessa rata potrebbe arrivare a toccare  i 728 euro se nei prossimi anni si verificasse una crisi come quella del 2008 ciò significa che al mutuatario rimarrebbero poco meno di 1.300 euro al mese per vivere.

Occorre, dunque, valutare con attenzione costi ed eventuali cambiamenti di tassi, aggiornati con l’andamento della situazione economica attuale, dei mutui oggi proposti, soprattutto quelli che sembrano più convenienti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il