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Finanziaria 2010-2011 approvata: le novità per stipendi statali, pensioni, tasse e imprese

Ok dal Senato alla nuova Manovra. Cosa prevede



Si parte dagli statali: questo, insieme all’argomento Regioni, è stato il punto più controverso della nuova Manovra finanziaria, che ha incassato la fiducia al Senato.

La manovra biennale da 24,9 miliardi, negli intendimenti del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrebbe consentire di ridurre il deficit dal 5% del 2010 al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012, in linea con gli impegni assunti in sede europea. Il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici nel triennio 2011/2013 si riferisce trattamento ordinariamente spettante nel 2010, al netto di eventi straordinari come arretrati relativi ad anni precedenti, maternità, malattia, congedi.

Sui fondi per il trattamento accessorio, il vincolo è alla somma complessiva destinata nel 2010 da ogni amministrazione. Non verranno effettuati i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici per il triennio 2011/2013; bloccati gli automatismi stipendiali dei docenti universitari e del personale in servizio nella carriera diplomatica; alzata a 65 anni dal 2012 l'età per la pensione di vecchiaia: ok al sistema di liquidazione a rate, che prevede nel trattamento di fine servizio, la quota eccedente i 90 mila euro corrisposta un anno dopo la prima rata.

Se la liquidazione supera i 150 mila euro, la quota eccedente questa cifra viene corrisposta in una terza rata, 12 mesi dopo la seconda. Per i magistrati l'indennità speciale giudiziaria è ridotta del 15% nel 2011, del 25% nel 2012 e del 32% nel 2013.

Gli enti di ricerca sono esclusi dal nuovo tetto al turn over al 50 per cento ma rientrano nel limite del 35% per la spesa destinata ai contratti a tempo determinato, mentre le società non quotate inserite nel conto economico della Pa devono adeguare le proprie politiche assunzionali ai limiti previsti per il personale degli enti pubblici.

Per quanto riguarda il fisco, confermate le norme in materia di: partecipazione dei comuni all'accertamento tributario; limitazioni all'uso del contante, comunicazioni alle Entrate delle operazioni rilevanti ai fini Iva superiori a 3  mila euro; contrasto alle cosiddette imprese apri e chiudi e di quelle in perdita sistemica; prelievo del 10% sulle ristrutturazioni edilizie e sui lavori per il risparmio energetico; adeguamento alle direttive Ocse sul transfer price; incrocio tra le basi dati dell'Inps e dell Entrate per contrastare la microevasione diffusa; anticipo dei tempi della riscossione; stock options ed emolumenti variabili; razionalizzazione dei controlli per i soggetti che aderiscono al consolidato nazionale. Sul versante autonomie, la manovra chiede alle regioni 10 miliardi e agli enti locali 4,8 miliardi per il biennio 2011/2012. Istituito un fondo da 50 milioni di euro per accompagnare i piani di rientro degli enti commissariati.

Esclusioni particolari sono previste per gli enti in dissesto della provincia dell'Aquila. Le indennità degli amministratori locali saranno tagliate del 3 e 10% a seconda della dimensione degli enti presi in considerazione.

Per i consiglieri comunali sono previsti solo gettoni di presenza, che non possono superare al mese il 20% dell'indennità del sindaco o del presidente, mentre si azzerano i gettoni per i consiglieri circoscrizionali, con l'eccezione di quelli nelle città metropolitane. Sale dal 30 al 33% del maggior riscosso il premio per gli enti locali che partecipano alla lotta all'evasione fiscale.

I comuni devono istituire i consigli tributari. Novità anche per la segnalazione di certificazione di inizio attività, così come per la stangata alle compagnie di assicurazione. Per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale, infatti, servirà una dichiarazione dell'interessato, accompagnata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e da atti di notorietà e dalle attestazioni e dalle asseverazioni dei tecnici corredate da tutti gli elaborati per consentire i controlli da parte delle amministrazioni.

L'attività può iniziare dalla data di presentazione della segnalazione. Questa, invece, non vale nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici e culturali e nel caso in cui gli atti siano di competenza delle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia e delle finanze. La semplificazione non sarà applicata alle attività finanziarie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il