Mutui a tasso fisso convengono?

Scegliere il tasso fisso: conviene?



Chi pensa ad accendere un mutuo e si trova a dover valutare se preferire un tasso fisso o un tasso variabile, opta oggi per il variabile, considerando i tassi ai minimi storici raggiunti. Una situazione che, secondo gli esperti, non durerà però a lungo, considerando che, appena finirà questo periodo di incertezza altalenante dell’economia mondiale, i tassi torneranno a salire.

Ecco allora che chi vuole sicurezza e non correre rischi assolutamente, si rifugia nei tassi fissi, che permettono rate che possono arrivare a quello che una volta era giudicato lo standard della sostenibilità, cioè circa un terzo del reddito.

Ciò significa per chi si trova in una situazione finanziaria più agiata, che la rata iniziale di un mutuo variabile a 20 anni è addirittura più bassa rispetto a quella di un fisso che ne dura 30. Considerando, per esempio, un mutuo da 100 mila euro, l'indicizzato a 20 anni costa 511 euro al mese contro i 531 del fisso trentennale.

Una volta accesso un mutuo a tasso fisso, il tasso reale su cui si basa il calcolo delle rate è quello in vigore al momento delle stipula e può essere molto diverso da quello considerato all’atto della scelta.

Ciò vuol dire che il mutuatario, a prescindere dalle oscillazioni economiche, pagherà sempre una determinata somma fissa, appunto. L'alternativa tradizionale al mutuo fisso è, invece, il prestito variabile a rata costante, che prevede l’importo mensile invariato, mentre l’andamento dell’Euribor si riflette sulla durata del debito, masi tratta di una tipologia di mutuo oggi fortemente sconsigliabile. 

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di Marianna Quatraro pubblicato il