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Fondi pensione: quali scegliere per avere una pensione integrativa migliore?

Come scegliere il miglior fondo pensione



Il sistema previdenziale italiano cambia, andare in pensione diventa più impegnativo, si va in pensione più tardi e, in alcuni casi, la sola pensione dello stato non riuscirà a garantire una vita agiata a tutti. Ecco perché esistono i fondi pensioni integrativi.

Ma occhio a scegliere il fondo pensione giusto. Secondo le stime probabilistiche di Progetica, con un versamento annuo di mille euro un trentenne dovrebbe avere una pensione integrativa di 1.876 euro sottoscrivendo una linea con rendimento garantito del 2% l'anno e di 3.049 scegliendo, invece, una bilanciata con il 60% di azioni. 

Ritardando di un anno la pensione integrativa aumenterebbe rispettivamente di 143 e 279 euro, con due anni in più di accumulo crescerebbe di 298 euro nel primo caso e 586 nel secondo.

A ciò si aggiunge il maggior tasso di copertura offerto dalla rendita pubblica: con un contributo di mille euro un quarantenne avrebbe una pensione aggiuntiva di 1.290 euro se sceglie una linea garantita e di 1.890 se accetta il maggior rischio di una bilanciata.

Slittando di un anno, la rendita potrebbe aumentare di 116 euro nel primo caso e di 191 nel secondo con due anni di ritardo la differenza è rispettivamente di 242 e 402 euro.

Anche se la pensione integrativa dovesse essere inferiore al versamento, se si tiene conto dell'aspettativa di vita risulterà sempre conveniente stipulare un fondo pensione: la somma delle rendite attese supera, infatti, quella dei versamenti. In una fase come quella attuale, caratterizzata da una fase altalenante dei mercati finanziari, ritardare la liquidazione della pensione integrativa può ridurre il rischio di ritrovarsi con una cifra finale inferiore ai contributi pagati. 

I fondi a maggiore contenuto azionario offrono rendimenti più elevati, anche a fronte di una volatilità più forte. Secondo alcune simulazioni condotte da Progetica, per avere una pensione integrativa di mille euro mensili, un trentenne dovrebbe versarne 533 se opta per un comparto garantito con rendimento minimo annuo del 2%, 350 se sceglie uno interamente obbligazionario o 328 se sottoscrive un bilanciato.

Per un quarantenne il conto è di 775 euro in un garantito, 574 in un obbligazionario e 548 in un bilanciato. Man mano che si va avanti con gli anni e ci si avvicina al pensionamento, è consigliabile spostarsi su linee meno aggressive: negli ultimi anni si possono scegliere quelle garantite, presenti in ogni prodotto previdenziale, che assicurano un rendimento minimo annuo o la restituzione dei contributi versati.

Autore:

Marcello Tansini

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Autore: Marcello Tansini
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