BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Blog e siti web: obbligo di rettifica confermato da legge intercettazioni

Le novità al ddl Intercettazioni. Cosa prevedono



La Commissione Giustizia della Camera ha concluso l'esame agli emendamenti al ddl intercettazioni, confermando l’importante novità dell'udienza filtro, uno strumento che prevede la possibilità di pubblicare le intercettazioni considerate rilevanti al termine di una udienza tra gip, avvocato dell'accusa e della difesa.

Questa è la decisione che spicca fra le altre che prevedono il comma D'Addario (pena ridottala 4 a 3 anni per le registrazioni nascoste fraudolente), l'obbligo di rettifica dei blog, il no al ripristino della norma Falcone e l’ok alla privata dimora della presidente della commissione Giustizia alla Camera, Giulia Bongiorno, che vieterebbe per esempio ascolti in uffici o auto.

Confermata la norma che obbliga anche i blog a pubblicare entro 48 ore le rettifiche. Per i siti informatici compresi i giornali e i periodici diffusi per via telematica, le rettifiche devono essere pubblicate entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Secondo la Ferranti, “Si tratta di un ingiustificato ostacolo ai nuovi strumenti di comunicazione. Si rischia così di paralizzare il blog”. L’emendamento estende così a tutti i gestori di siti informatici, compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, l'obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa. Se entro 48 ore non si sarà processo ad una rettifica richiesta, scatterà una sanzione che otrà essere compresa fra i 500 e i 12 mila euro.

Sarà possibile, inoltre, chiedere proroghe di 15 giorni in 15 giorni per allungare la durata delle intercettazioni. Non più di 3 giorni in 3 giorni secondo quanto era previsto dal testo uscito dal Senato. L'emendamento è stato approvato con la modifica proposta dall'Udc riguardante le indagini contro ignoti: si potranno intercettare le utenze anche di soggetti diversi dagli indagati se ci sono gli elementi per ritenere che quell’utente sia coinvolto nelle indagini in corso.

Bocciata, invece, la norma Falcone che garantiva anche per le organizzazioni criminali non mafiose le stesse procedure di indagine agevolate previste per le associazioni mafiose.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il