Fiat e contratto nazionale: abbandono e nuove regole come a Pomigliano

Nuove regole in arrivo in casa Fiat? I possibili piani



Nuove regole in casa Fiat: l’ad Sergio Marchionne, sul modello di lavoro di Somigliano, ha intenzione di uscire dalla Federmeccanica e disdire il contratto di lavoro nazionale che regola il rapporto con i suoi dipendenti.

L’ad del Lingotto potrebbe presentarsi alla riunione congiunta di Torino con governo e sindacati per ribadire la scelta di valutare il futuro di Mirafiori più in la, in attesa di sapere se ci sarà o meno l'affidabilità necessaria per poter produrre auto in Italia in maniera competitiva. A seconda della risposta che riceverà, deciderà se dare il via a nuove regole.

Ciò che si sa è che la questione Fiat, aperta col caso Pomigliano e proseguita con Mirafiori, potrebbe concludersi in modo inaspettato, cambiando la storia delle relazioni industriali italiane e introducendo una nuova cultura del lavoro. Nella consapevolezza di un’eventuale messa in atto di cambiamenti così radicali, si ha fiducia nel fatto che la Fiat debba aver studiato i suoi nuovi piani nei particolari.

Nel frattempo, però, Sergio Marchionne sa che c'è un ‘vecchio’ contratto che scadrà solo al termine del 2012 e fino ad allora la situazione di Pomigliano, dove a partire dalla metà del 2011 si dovrà produrre la Panda, resterà in bilico.

Alla scadenza del ‘vecchio contratto’, entrerà in vigore, dunque, la nuova ‘charta’, i cui contenuti ancora non sono stati resi noti. Molto probabilmente il nuovo contratto riguarderà solo i dipendenti di Fiat Group Automobiles; una parte dei suoi contenuti, inoltre, sarebbe recepita dal contratto nazionale esistente e un'altra sarebbe completamente nuova. Sarà proprio quest'ultima che dovrebbe contenere le regole che sono state in queste settimane oggetto di contestazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il