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Lavoro 2010 in Italia: mancano le professioni richieste. Soprattutto nell'informatica

Crescono la richieste di lavoro, ma mancano le figure professionali richieste. La situazione



Crescono di 20.000 le assunzioni previste nel 2010, ma il saldo tra entrate (802mila) e uscite (980.500) resta negativo. Rispetto alle previsioni dello scorso anno c'è una attenuazione del saldo previsto, che nel 2009 era stato di -213 mila unità in valore assoluto e del -1,9% in termini relativi, ma soprattutto una diversa dinamica dei movimenti: in aumento le assunzioni, da 781.600 passano a 802.160, pari al +2,6%, in calo le uscite, da 994.390 a 980.550 con una riduzione del -1,4%.

Nel 2010, invece, si prevede una ripresa dei contratti a tempo determinato (+10%) che dovrebbero concentrare il 42,3% delle assunzioni non stagionali del 2010, mentre aumenta la richiesta di personale tecnico altamente qualificato, e torna a crescere la domanda di operai.

Sono questi i dati emersi da un recente studio sull’occupazione presentato dal Centro Studi Unioncamere ed elaborato col sistema informativo Excelsior e il Ministero del Lavoro. Mentre si cercano figure professionali specializzate, risultano sempre più in calo le possibilità di trovare gente qualificata per le professioni richieste.

Calano di 2,7 punti percentuali le figure intermedie di impiegati, professioni commerciali e dei servizi, che dovrebbero rappresentare nel 2010 il 33,9% del totale delle assunzioni non stagionali per complessive 187mila unità, emerge una forte difficoltà di reperimento di dirigenti, poco inferiore per le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli operai specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per le altre famiglie professionali.

Tra le professioni high skill per le quali le imprese segnalano le maggiori difficoltà di reperimento, la prima posizione è riservata agli addetti al marketing, seguiti dagli infermieri (4.500 assunzioni previste, di cui 49,9% difficili) e dai Farmacisti (oltre 1.200 le richieste ma per 45,8% ci sarebbero difficoltà di reperimento). Difficoltà anche per la ricerca di sviluppatori di software (2.310, 41,6%), venditori tecnici e agenti di vendita.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il