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Mutui a tasso variabile con cap: quanto costa il tetto massimo?

Cosa scegliere quando si decide di accendere un mutuo. I vantaggi del variabile con cap



Chi decide di acquistare una casa oggi, in tempi di ripresa dalla crisi economica che ha messo in ginocchio le economie mondiali, si ritrova ancora una volta ad affrontare la scelta tra mutui a tasso fisso o variabile e, nel corso degli anni, queste tipologie sono state scelte in base ai differenti indici di riferimento.

Così se per non rischiare c’è chi si affida alla rata fissa, chi, invece, a quella variabile indicizzata a tassi che hanno raggiunto minimi storici ultimamente, ma in questo panorama spicca oggi un’altra novità: il mutuo a tasso variabile con tetto massimo. Cosa vuol dire?

Secondo le rilevazioni di Mutuionline, il 30,7% degli italiani che hanno stipulato un nuovo mutuo nei primi mesi del 2010 ha scelto il variabile con cap. Questa tipologia di mutuo consiste nel definire il tasso che non può superare nel corso dell'intero piano di ammortamento (o in parte di esso) un determinato valore, il cap appunto.

Se dalla somma fra Euribor e spread ne risulta una cifra superiore, il mutuatario pagherà solo il tasso massimo prefissato e l'eccedenza sarà a carico della banca. Confrontando le offerte presenti sui siti web delle banche, se, per esempio, si prende un finanziamento da 100mila euro a 20 anni e una differenza di spread dello 0,5%, chi sceglie la tipologia con cap pagherà nel corso dell'intero piano di ammortamento ben 6.400 euro in più.

L'impatto aumenta per i mutui più lunghi e diminuisce per quelli più brevi, perché a variare è la durata della copertura e il numero delle rate. Se i tassi di mercato dovessero superare il valore fissato come tetto, il vantaggio del variabile puro si ridurrebbe e per ammortizzare i 6.400 euro servirebbe per esempio che i tassi di Euribor e spread si spingessero al 6,5% e vi rimanessero per più di 10 anni o che toccassero il 7,5% per 4 anni.

Casi decisamente difficili da verificarsi anche se non proprio impossibili. Il consiglio per chi decide di accendere un mutuo è comunque sempre lo stesso: prestare la massima attenzione, prima della stipula, a tipologie preferite in base agli indici di variazione, condizioni delle banche e valutazione di possibilità ed esigenze proprie di chi è chiamato a scegliere il tipo di mutuo.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il