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Dirigenti in Italia 2010: età, stipendi e lavoro nelle nostre aziende

Formazione e carriera dei manager italiani. La situazione



Che l’Italia non sia ‘un paese per giovani’ dal punto di vista manageriale e dirigenziale e che la retribuzione non sia spesso adeguata al tipo di prestazione e talvolta poco meritocratica, questo già si sapeva.

Ciò che non si sapeva è che forse il BelPaese sta cambiando, invertendo la sua rotta e iniziando a puntare maggiormente su figure sempre più giovani, spesso ben pagate, e magari capaci di allineare le nuove esigenze di mercato e gestione alle richieste e alle pratiche più attuali.

Nonostante poco sfruttati nella pratica, essi vengono assunti per il desiderio di innovazione e rinnovamento e per sviluppare nuovi business, venendo, però, inizialmente demansionati e messe in un angolo, in favore di manager Old Economy che perseguono i processi tradizionali.

Capita che l'ascesa di un giovane manager possa essere frutto della conseguenza di eventi, fatti di professionalità e opportunità, del trovarsi al posto giusto nel momento giusto, altre volte l'opportunità scaturisce da conoscenze politiche piuttosto che da meriti di campo.

La rivista MCS qualche tempo fa ha pubblicato uno studio secondo cui, per lo sviluppo delle imprese, il manager ideale sarebbe una figura che abbia alternato incarichi in Italia e all'estero ricoprendo posizioni differenti, con particolare attitudine alla gestione delle diversità e dotato di una naturale inclinazione al rapporto verso le persone, al gioco di squadra, interessi altri ed eventualmente relazioni con associazioni di volontariato.

Nelle Pmi, invece, l'attività dei manager è soggetta a concorrenza e globalizzazione e, dove manca la competizione, è il merito il fattore primario di successo.

La competenza del manager si stabilisce in base a criteri onnicomprensivi di valori, aspirazioni e passione per il lavoro che si svolge, senza dimenticare la formazione orientata alla gestione delle risorse, alla comunicazione efficace e alle tecniche di gestione.

Per valutare la figura di un dirigente si valutano, essenzialmente, Teamwork, Leadership, assunzione del rischio di responsabilità, proattività-innovazione, affidabilità, velocità realizzazione, problem solving, communication skill, sensibilità ai risultati economici, orientamento al risultato, attenzione al cliente, flessibilità al cambiamento, e valorizzazione delle persone che con cui collaborano.

Per quanto riguarda gli stipendi, sempre relativamente alti, il rinnovo contrattuale per i dirigenti nel settore terziario, nel 2004, si basava sull’eliminazione degli scatti di anzianità automatici e sulla introduzione della figura del dirigente di prima nomina, per il quale l'azienda pagava il 50% dei contributi in meno per i primi 3 anni per i manager al di sotto dei 39 anni e per quelli over 50 solitamente di difficile ricollocazione.

Questo sistema aveva favorito l'introduzione di manager giovani o esperti over 50. Ma i soldi non fanno più il manager: i giovani rampanti non sono solo attenti alla retribuzione. L’attenzione al reddito è più alta fra i manager del settore Finanza e minore nel settore Industria, dove l'attenzione si rivolge essenzialmente sul progetto imprenditoriale che mira a fornire una competenza internazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il