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Gheddafi, le amazzoni e le 500 hostess da convertire all'Islam:il potere della Libia in Italia.Video

L'Islam religione d'Europa: il messaggio del leader libico in visita in Italia. Le reazioni



Il leader libico Muammar Gheddafi, giunto nella Capitale italiana, torna ad inasprire le folle, creando non poche polemiche e discussioni sulle sue dichiarazioni e sulla sua visita in Italia.

Sceso dall'aereo scortato dalle solite amazzoni in mimetica e tacchi alti, vestito con un abito tradizionale libico, è stato accolto dal picchetto d'onore, dal ministro degli Esteri, Franco Frattini e dall'ambasciatore libico Hafed Gadur.

Il colonnello è stato chiamato dai tanti giornalisti e fotografi presenti sulla pista d'atterraggio e si è girato salutando. Poi, a bordo della sua tradizionale limousine bianca, ha raggiunto la residenza dell'ambasciatore libico, in zona Cassia.

Il colonnello in occasione della sua visita romana per il secondo anniversario del trattato di amicizia tra Italia e Libia si è riproposto nella veste di ‘insegnante’ senza rinunciare ad impartire lezioni di Corano, rivolgendosi questa volta alle 500 hostess reclutate da un'agenzia per 70 euro.

Di varie nazionalità, eleganti, alcune anche con il caratteristico velo islamico, le hostess hanno assistito alla ‘lezione, del Colonnello: “L'Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l'Europa”, poi, in regalo per tutte una copia del Corano. E’ così che il leader libico ha invitato le fanciulle presenti a “convertirsi e seguire 'l'ultimo dei profetì, Maometto”. E tre delle ragazze, secondo il racconto di una delle presenti, si sarebbero convertite di fronte al colonnello e seguendo una sorta di rito veloce, Gheddafi ha 'officiato' la loro scelta.

Chiaro il messaggio del leader libico: “L'Islam diventi la religione dell'Europa”. Com’era già accaduto durante l'ultima visita di Gheddafi in Italia, il suo intervento si è trasformato in una vera e propria lezione religiosa che non ha mancato di suscitare polemiche e indignazioni nel mondo cattolico.

La tensione nel governo è alta per le parole di Gheddafi.. In subbuglio l'ala cattolica, in imbarazzo gli altri, a partire dai leghisti. Ma visti gli interessi economici in ballo, la parola d'ordine del Cavaliere è 'non alzare polveroni. Le cose serie sono altre, lasciamo perdere il folklore'.

La linea di palazzo Chigi è, infatti, quella di minimizzare le frasi provocatorie del dittatore libico, cercando di spostare l'attenzione sui vantaggi per l'Italia di questa visita: “Le commesse che il governo ha concordato con i libici hanno aiutato le imprese italiane a fronteggiare la crisi”, spiegano dal governo. 'Grazie ai libici, Maroni ha potuto bloccare gli sbarchi dei clandestini sulle coste italiane. Se li facciamo arrabbiare quelli aprono i campi e si ricomincia con i gommoni nel canale di Sicilia', riporta una fonte.

Ma a quali condizioni bisogna sottostare per gli accordi di convenienza? E poi, gli interessi dell’Italia nel mantenere rapporti pacifici con la Libia, valgono davvero la negazione della propria entità culturale, l’osservanza tacita di ‘offese’ e provocazioni in una casa cattolica, patria del Vaticano ‘costretto’ ad ascoltare inerme? Le risposte non si fanno di certo attendere e la tensione sempre più alta si tradurrà in risposte al Gheddafi ‘insegnante’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il