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Concorsi professori università 2010: posti di lavoro solo teorici

Come fare concorsi da associati e per ricercatori all'università



Posti di lavoro universitari solo ‘teorici’. La metà, infatti, degli oltre 1.700 posti da professore ordinario e associato banditi nelle università statali italiane, che produrranno circa 3.500 idonei, non diventeranno nel 2010 assunzioni effettive. Il motivo?

Certamente i tagli al bilancio universitario effettuati dal ministero dell’Istruzione, tematiche sulla quale si è concentrata in questi mesi l'attenzione dei rettori e della politica. Il primo decreto Gelmini del novembre 2008, per frenare i concorsi da ordinario e associato, ha introdotto il sistema delle quote, nel tentativo di favorire l'ingresso di nuovi ricercatori. Tradotto, significa che almeno il 60% delle assunzioni deve riguardare i ricercatori, mentre gli ordinari non possono superare il 10%.

Il tutto è misurato in termini di punti organico, sistema che valuta e pesa il costo di ogni docente in base al proprio ruolo, per cui un ricercatore vale la metà di un ordinario, mentre un associato vale il 70%. Ed è qui che nascono i problemi, perchè le università, nonostante i cofinanziamenti ministeriali per il primo ruolo docente, hanno bandito pochi concorsi da ricercatore o troppi posti da ordinario e associato.

Considerando il sistema delle quote, ogni ateneo può effettuare assunzioni pari al massimo al 50% delle cessazioni intervenute e almeno il 60% delle assunzioni deve essere dedicato ai ricercatori, mentre gli ordinari non possono superare il 10% del totale; secondo, invece, i punti organico, i calcoli crescono con la retribuzione del docente, perchè un ordinario vale 1 punto, un associato 0,7 e un ricercatore 0,5 (0,25 se cofinanziato dal ministero). Secondo i dati raccolti, solo 11 atenei su 57 sono in regola con entrambe le quot

e e sarebbero capaci di portare a buon fine tutti i concorsi banditi. I casi limite sono quelli di Catanzaro e Roma Tre, dove le quote obbligatorie introdotte per decreto chiudono la strada a oltre il 92% degli aspiranti ordinari e associati, ma sono una quindicina le università dove almeno otto posti su dieci dovranno fare i conti con il sistema dei vincoli: tra loro i politecnici di Milano e Torino, e grandi atenei come la Bicocca di Milano e Salerno. Tra quelli senza problemi ci sono, invece, Venezia, Trieste, La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il