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Intervista a Eric Schmidt Ceo di Google a 360 gradi

Il ceo di Google sul fermento e le innovazioni della Silicon Valley



La sua dinamicità, la cultura e il clima: sono questi i fattori che rendono la Silicon Valley casa delle innovazioni, secondo Eric Schmidt, presidente del Consiglio di amministrazione di Google e ceo del colosso americano, che in un’intervista riportata in Italia dal Sole24Ore, spiega perché questo luogo sia diventato fucina di continue novità e come fare per non perdere mille miliardi di dollari.

Il ceo Google risponde che il primo grande fattore che rende la Silicon Valley unica, che la sua dinamicità prende le mosse negli anni 50: c'erano università importanti fortemente concentrate sulla ricerca, una cultura relativamente liberale e creativa, tanti motivi per attirare ragazzi che poi sono diventati i padri delle nuove grandi idee.

In questo movimentato quadro sociale e culturale, è arrivato poi lo sviluppo dell'industria del venture capitalism. Alla domanda di quale potrebbe essere, se non la Silicon Valley, la sede ideale di Google, Schmidt risponde che, a dispetto di quanti ritengono possa essere Cambridge, in Inghilterra, perchè soddisfa molti dei criteri, altro posto ideale sarebbe New York, non certo questa volta per il clima, ma per l’indubbia capacità della città della Mela di attirare sempre più giovani e per il fermento finanziario che regna in questa città.

Possibili scelte anche Shanghai e Pechino, dove si trovano le università più importanti. Il cuore dell’intervista fa parlare il ceo Google del nuovo mondo tecnologico, di quanto le innovazioni abbiano potuto, e possano farlo sempre più, incidere sulla vita quotidiana di ognuno di noi, quanto i media sono cambiati.

E Schmidt spiega come quando lui era ragazzo i media erano controllati da un'élite e la maggioranza degli abitanti del pianeta era poverissima, sia nel senso delle risorse sia in quello dell'informazione.

Dopo di che, la rivoluzione digitale, la rivoluzione della telefonia mobile e tutte le altre cose succedutesi hanno contribuito a far riprendere la gente dalla miseria e dall'ignoranza e a dare loro una ragionevole capacità di comunicare per prendere parte al dibattito.

Le capacità dei nuovi media hanno oggi il potere di diffondere l'informazione al di la di confini e barriere spaziali e temporali, regalando più potere agli individui, il che si traduce in un forte impatto sulla società, su una società che continua a cambiare e crescere.

L’unico neo di questo processo sempre crescente di globalizzazione è il declino di quella che il ceo di Googke definisce ‘lettura profonda’, il piacere cioè di gustarsi un buon libro, al di là delle notizie e delle piccole informazioni che si possono ricevere quotidianamente. Una curiosità: Eric Schmidt sta leggendo ora ‘La guerra segreta della Cia’, di Steve Coll.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il