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Precari scuola: non si può trovare lavoro per tutti secondo la Gelmini

Continuano le proteste dei precari della scuola. La Gelmini aperta al confronto



Continuano a protestare da Nord a Sud della Penisola gli insegnanti precari contro i tagli alla scuola del ministro Gelmini. Dopo l’intervento di giovedì scorso del ministro dell’Istruzione, occasione durante la quale ha sostenuto che è aperta a qualsiasi dialogo con loro, anche se non per il momento, e ha annunciato le novità per l’anno scolastico alle porte, la Gelmini torna a parlare della situazione dei precari.

“La protesta è legittima, ma non del tutto motivata. Sono disponibile al confronto, non alle polemiche e auspico un confronto nel merito di ciò che si può fare e non di ciò che si vorrebbe. L’attenzione al precariato c’è da anni: se si tratta di ragionare su dati veri la mia disponibilità c’è, ma quando scopro che a protestare sono militanti politici, iscritti anche a Italia dei valori, non credo che si possa alimentare questo genere di polemica”. 

Il ministro Gelmini motiva la sua posizione giustificandosi con i numeri: “I precari che noi ereditiamo sono un numero spaventoso. Se consideriamo precari anche coloro che hanno fatto una sola supplenza si arriva a 229 mila a fronte di 700 mila insegnanti già impegnati.

Per fare consenso sono stati distribuiti posti di cui la scuola non aveva bisogno. Nessun governo può assorbire 200 mila precari. Il 97% delle risorse della scuola serve a pagare il personale, serve un riequilibrio”. Ciò significa che secondo il ministro sarà impossibile trovare una ricollocazione per tutti i precari: i numeri sono troppo alti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il