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Studi di settore 2010 e non essere congrui: parametri più elastici secondo Cassazione

Cosa cambia per gli studi di settore 2010. La nuova ordinanza della Cassazione



La Cassazione ha decretato che la crisi giustifica le differenze con quanto dichiarato: questa la novità per quanto gli studi di settore che spesso non coprono tutte le casistiche. L'Agenzia delle entrate promette, invece, più attenzione al contribuente.

Secondo la Cassazione, la crisi accertata in un determinato settore industriale e in un territorio giustifica le incongruità con quanto dichiarato e quanto previsto dallo studio di settore. Gli adeguamenti effettuati per tener conto dell'impatto della crisi, infatti, non riescono a coprire tutte le situazioni che ne scaturiscono, in particolare in riferimento alla territorialità, che non riesce ad essere valutata in maniera esaustiva da uno studio sulle attività svolte.

La nuova ordinanza della Cassazione n 18941 depositata precisa, dunque, che la crisi di un settore industriale in un territorio è sufficiente a giustificare la differenza tra quanto dichiarato e quanto previsto dallo studio di settore e viceversa, l’abitudine ormai consolidata di dare poco spazio al contraddittorio e di fondare gli accertamenti solo sullo scostamento fra redditi dichiarati e griglie di Gerico rischia di rovesciarsi nelle commissioni tributarie facendo esplodere il contenzioso.

Per questo le organizzazioni di commercianti, artigiani e Pmi lanciano l’appello per rafforzare e migliore il dialogo con l’amministrazione finanziaria al fine di valorizzare una corretta applicazione degli studi. Dal canto suo, l'Agenzia delle Entrate si impegnerà affinchè gli uffici non si muovano nella direzione di un certo numero di controlli ma che prestino una maggiore attenzione verso i contribuenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il