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Redditometro come funziona contro evasione fiscale: città e regioni nel mirino controlli

Evasione fiscale: le regioni d'Italia più e meno virtuose



Il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia sembra un tema più attuale che mai e la lotta del governo ad esso si fa sempre più serrata. Le condizioni economiche dipendono dalla condizione patrimoniale della famiglia, o altri eventi straordinari, per cui determinare in modo affidabile il reddito, partendo solo dalle spese e trascurando fonti di produzione, è spesso difficile.

Nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte a spese normali di gente normale, quando, invece, salta all’occhio uno scarto tra tenore di vita e redditi ufficialmente dichiarati, ecco allora affiorare i dubbi dello stato nei confronti dei contribuenti. Ed ecco spiegato il perché della creazione del redditometro.

Si tratta di un sistema che consente al fisco di condurre gli accertamenti sui contribuenti nel momento in cui risulti almeno il 20% di scarto tra il reddito dichiarato e quello presunto dal Fisco stesso in base a certi beni posseduti, immobili e autovetture. In Italia la differenza più concreta è sempre stata quella tra il Nord, più ricco, e il Sud più incline all'illegalità e quindi ad evadere le tasse.

Una ricerca, realizzata dal centro studi Sintesi, ha evidenziato che ci sono regioni con un ampio scarto tra i presunti redditi disponibili e i consumi effettivi: la Sardegna guida questa classifica negativa, seguita da Sicilia, Campania e Calabria, e altre regioni meridionali. Fa eccezione la Basilicata, che si colloca nel gruppo intermedio, insieme a Lazio, Abruzzo e Valle d'Aosta.

Più virtuose le altre regioni del centro, insieme a Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Molto bene le regioni del Nord, con il massimo del punteggio raggiunto dall'Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il