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Federmeccanica e contratto nazionale cancellato e disdetto dal 2012: cosa cambia?

Federmeccanica recede il contratto nazionale 2008. Reazioni e polemiche



Federmeccanica recede il contratto nazionale siglato il 20 gennaio 2008, “a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom relative all'applicazione di tale accordo ed è comunicato in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende”.

La disdetta è stata annunciata dal presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, e sarà valida dal primo gennaio del 2012, alla scadenza del contratto.  La decisione dell'associazione confindustriale è stata collegiale: “Tutte le 12mila aziende associate, ha spiegato Ceccardi, hanno bisogno di tornare competitive”. Ceccardi precisa: “Fiat non ha spinto per niente. L'accelerazione che abbiamo imposto è per tutelare le esigenze delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che dipendono da esse”.

Nei mesi scorsi, il Lingotto aveva ipotizzato l'uscita da Confindustria per poter aggirare il contratto nazionale e con la rescissione del contratto questa ipotesi sembra esser svanita.

Duro attacco del segretario della Fiom Giorgio Cremaschi: “Ogni azienda in nome dell'occupazione potrà decidere di farsi il suo contratto ad hoc, peggiorando le condizioni di lavoro. La competitività non si raggiunge peggiorando le condizioni dei lavoratori. Siamo già al 23esimo posto per salari nei paesi Ocse e Fiat perde quote di mercato a favore di Wolksvagen, i cui operai sono pagati 3mila euro al mese e fanno 35 ore alla settimana: il problema in Italia sono gli investimenti, non certo i salari”.

Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, “la disdetta del contratto non ha alcuna valenza sostanziale per i lavoratori, che sono protetti dal ben più conveniente contratto dell'ottobre 2009 sottoscritto da Cisl, Uil, Ugl e Fismic. Si tratta ora di auspicare l'ulteriore evoluzione delle relazioni industriali anche nell'ultima ridotta del vecchio impianto ideologico che voleva il necessario conflitto tra capitale e lavoro”.

Per il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, “quello della Federmeccanica è un errore che non aiuterà le imprese, non aiuterà la Fiat e non aiuterà Marchionne. C'è un governo che invece di fare l'arbitro è sceso in campo e ha preso a calci negli stinchi i lavoratori. La disdetta del contratto nazionale del 2008 complica inutilmente lo scenario”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il