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Quando andare in pensione? Età, anni di lavoro e calcoli da fare dopo riforma 2010

Il nuovo sistema previdenziale italiano. Le cose da sapere



Servono almeno 40 anni di anzianità contributiva per andare in pensione in Italia. Le novità sono destinate ad ampliare progressivamente gli spazi per la vecchiaia, soprattutto con l'adeguamento automatico dei requisiti all'aspettativa di vita.

Con l’avvento del nuovo sistema previdenziale italiano, i pensionati saranno divisi in due grandi gruppi: il primo, più grande, comprende gli uomini e le dipendenti pubbliche, che maturano i requisiti per l'assegno di vecchiaia a 65 anni e hanno maggiori possibilità di sfruttare i meccanismi delle quote o la finestra che si apre dopo 40 anni di contributi.

Il secondo, invece, comprende le dipendenti private e le lavoratrici autonome che mantengono il diritto alla vecchiaia a 60 anni e possono, dunque, puntare all'anzianità solo se iniziano a lavorare prima di aver compiuto 20 anni.

Il meccanismo sarà a regime dal 2012, mentre entrano in vigore dal 2011 le regole che impongono di aspettare 12 mesi dalla maturazione dei requisiti prima di poter effettivamente lasciare il lavoro. Così, per esempio, chi è nato nel 1950 ed è entrato in ufficio nel 1980, maturerà i requisiti nel 2015 ma non potrà andare effettivamente in pensione prima del 2016.

Si alzano poi le soglie di vecchiaia che arrivano a 66 anni per uomini e impiegate statali e a 61 per le dipendenti del settore privato. Per gli autonomi, invece, il tempo si allunga di ulteriori sei mesi perché per loro l'attesa tra i requisiti e l'uscita è fissata a un anno e mezzo.

Per quanto riguarda le pensioni di anzianità, invece, scatta lo slittamento di 12 o 18 mesi stabilito dalla manovra correttiva. Scatta poi il sistema delle quote: fino alla fine del 2012, i requisiti per la pensione di anzianità dei dipendenti maturano per chi ha almeno 60 anni di età e 36 di anzianità (quota 96), mentre dal primo gennaio 2013 l'età minima sale a 61 anni (quota 97) e per gli autonomi sarà di un anno in più.

Una volta raggiunti i requisiti, bisognerà poi aspettare l'apertura della finestra: a partire dall'anno prossimo i dipendenti dovranno aspettare 12 mesi dalla maturazione dei parametri all'uscita effettiva. I mesi diventano 18 per gli autonomi.

Dal 2015, inoltre, il tempo da trascorrere al lavoro varierà in proporzione alla speranza di vita della popolazione: il primo aggiornamento è previsto per il 2015, il secondo nel 2019 e poi scatterà ogni tre anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il