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Ripresa ultimo semestre 2010 da settembre? E il 2011? Aumento produttività previsione sicura o quasi

Gli effetti della crisi si fanno ancora sentire, ma la produttività cresce



La crisi finanziaria che lo scorso anno dagli Stati uniti si è tanto espansa da arrivare a coinvolgere tutto il mondo sviluppato, quasi, si porta ancora dietro di sé i suoi strascichi e c’è chi guarda ancora con grande preoccupazione al futuro e vive male il presente.

Del resto, il nuovo atteggiamento restrittivo delle banche, la crisi occupazionale e gli elevati debiti dei governi accumulati in quest’ultimo periodo certo non fanno presagire nulla di buono. Ma ormai con il 2010 quasi conclusosi non resta che augurarci di vivere un nuovo 2011 decisamente migliore.

Sarà forse il prossimo, infatti, l’anno in cui magari quella ripresa lenta e debole di cui molti analisti ed esperti hanno parlato in riferimento a quest’anno, vedrà magari riaccendersi una luce di aumenti in tutti i settori. Diversa sembra, invece, la situazione per quanto riguarda la produttività.

Come tornando un po’ indietro nel temo, alla famose recessione degli anni ’30, pare, infatti, che il comparto della produttività possa crescere, ed anche molto. Nonostante il tasso elevato di disoccupazione, di bancarotte aziendali e di continue difficoltà finanziarie, gli anni ‘30 registrarono la più rapida crescita di produttività di qualsiasi altro decennio della storia statunitense.

Alexander Field, studioso di economia, ha spiegato questo aumento dicendo che diverse aziende utilizzarono il tempo di fermo causato dalla riduzione della domanda dei loro prodotti per riorganizzare le operazioni interne. Le fabbriche che, fino a quel momento, avevano utilizzato una fonte unica e centralizzata di energia, installarono nella produzione una serie di piccoli motori elettrici flessibili, le ferrovie riorganizzarono le operazioni per un uso più efficiente di materiale rotabile e operai e molte aziende crearono dipartimenti per la gestione moderna del personale e laboratori di ricerca interaziendali.

Oggi sembra proprio che molte aziende stiano seguendo procedimenti simili, come per esempio la General Motors. La risposta positiva della produttività non è certo garantita sicuramente ma la sua crescita porterebbe portare ad una serie di operazioni per l’eliminazione del deficit, l’aumento della spesa sull’educazione, e il finanziamento di corsi di formazione per i disoccupati a lungo termine.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il