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Certificazione energetica obbligatoria per case in affitto: regole e condizioni

Le novità per la certificazione obbligatoria di case in affitto. Cosa prevedonno



Anche la casa in affitto avrà bisogno di una certificazione energetica. L'obbligo della certificazione, infatti, è stato esteso anche ai nuovi contratti di affitto o ai rinnovi di contratti esistenti e non più solo alle case in vendita.

La certificazione energetica delle abitazioni è diventata obbligatoria dal primo luglio del 2009 e chi vende una casa dovrà necessariamente allegare all'atto di vendita anche un certificato che attesta il consumo dell'immobile, indicato con una lettera dell'alfabeto, da A a G. Se è di classe A, significa che è ben isolata, dotata di impianti di riscaldamento efficienti, che garantisce bollette poco salate; se è di classe C, o addirittura G, è una casa sprecona ed è meglio lasciar perdere.

La novità dell’obbligatorietà per le case in affitto entrerà in vigore dal prossimo luglio del 2010, a partire dalla Lombardia. La nuova legge prevede che per vendere, trasferire o affittare una casa tra privati serve il certificato energetico ma la mancanza di questo documento, se non ci sono state ristrutturazioni, non ha di fatto alcuna rilevanza.

In tutti gli altri casi è, quindi, sufficiente che il notaio informi le parti e che venditore e acquirente siano d’accordo nel farne a meno per non avere alcun tipo di problema. La certificazione obbligatoria dovrebbe rappresentare una certezza per quanto riguarda la tutela ambientale e il risparmio energetico.

Considerando, ad esempio, che l’impatto del settore residenziale in termini di consumi energetici è di circa il 40% del totale, non è per nulla trascurabile l’efficacia della certificazione nel momento in cui ci si pone come obiettivo una riduzione delle emissioni inquinanti del 20% e un incremento dell’efficienza energetica del 20%, oltre ad un aumento del ricorso alle fonti rinnovabili sempre del 20%.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il