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Fibra ottica in Italia con ente pubblico-privato: adsl da 100 megabit entro 10 anni per 50% italiani

Accordo trovato su condizioni e prmesse per la nascita di un nuovo ente pubblico privato. Cosa cambia



Primo accordo raggiunto al Tavolo Tecnico ‘Italia digitale’, svoltosi tra i principali protagonisti delle telecomunicazioni in Italia organizzato da Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo Economico. Nato il 25 giugno scorso con i più alti vertici di Telecom Italia, del consorzio Fibra per l'Italia, da Vodafone, a Wind, Fastweb e Tiscali, di Bt Italia e 3 Italia, il Tavolo sembra aver compiuto un notevole passo in avanti.

Premessa la nascita di un ente, pubblico-privato, che si occuperà delle infrastrutturazioni passive, l'accordo riguarderà le caratteristiche tecniche che questo ente dovrà rispettare per quanto riguarda le canalizzazioni, cioè come devono essere, quanto grandi, con quanta fibra spenta dentro; i pozzetti di quartiere, vale a dire come devono essere fatti in modo che ogni operatore abbia il proprio, indipendente da quelli degli altri, dove accendere o spegnere la propria fibra; e come devono essere le strutture verticali, cioè quelle dentro i palazzi perché la fibra arrivi negli appartamenti, i  collegamenti ottici per le stazioni radio base e i permutatori ottici.

Paolo Romani spiega che: “Tale modello è volto ad assicurare la massima armonizzazione con le infrastrutture esistenti. Ci sarà un veloce e accurato censimento delle infrastrutture in fibra ottica presenti nel Paese e dei relativi piani di investimento per lo sviluppo delle stesse nei prossimi tre anni.

Questo atto è propedeutico all'identificazione delle aree oggetto di intervento secondo il modello su cui è stato trovato l'accordo”. Dal censimento e quindi dalla mappa si evidenzieranno i buchi inevitabili della geografia italiana e che la società pubblico-privata dovrà andare a tappare secondo gli standard condivisi stabiliti ieri dal Tavolo Tecnico.

Il viceministro annuncia, dunque, una nuova fase di cooperazione per una collaborazione tra istituzioni ed imprese al fine di portare, entro 10 anni, alla realizzazione di una infrastruttura importante ed efficiente. La scadenza e gli obiettivi sono realistici ma resta pur sempre il dubbio legato a quel 50% di italiani tagliati fuori dalla cosiddetta ‘Italia digitale’: il digital divide nelle zone periferiche rischia, infatti, di accentuarsi, il che andrebbe rovinare una situazione di ordine che si stava andando a creare.


Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il