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Fondo pensione e anticipi o riscatto: richieste possibili in determinate condizioni

Come riscatattare in anticipo parte del proprio fondo o l'intera somma. Le condizioni



Considerando il nuovo sistema pensionistico italiano, che innalza l’età pensionabile, introduce quote e finestre di pensione, sarebbe bene che molti italiani, soprattutto più giovani, si rivolgessero a fondi di pensione alternativi, capaci di poter garantire, un domani, una vita sicura.

Se il Tfr può rappresentare per molti una sorta di risparmio su cui poter contare una volta terminata la propria carriera lavorativa, va sottolineato che esistono anche fondi di previdenza complementare, che prevedono una serie di prestazioni per tranquillizzare il lavoratore che decide di iscriversi.

Una volta raggiunti tutti i requisiti necessari per la pensione, il lavoratore, insieme alla pensione, potrà anche scegliere di incassare immediatamente la metà di quanto accumulato presso il fondo, mentre i vecchi iscritti possono avere anche il 100% del capitale.

Ma non solo: il Fondo, infatti, nel momento in cui sussistono determinate condizioni, può anticipare determinate somme ai lavoratori che ne fanno richiesta. Si tratta di una misura pensata per aiutare chi si trova in situazione di difficoltà. In qualunque momento, il lavoratore può chiedere al Fondo di anticipargli sino al 75% della posizione individuale maturata, per fronteggiare spese sanitarie, come terapie e interventi, riconosciute dalle strutture pubbliche, connesse a gravi motivi di salute, riferite a lui, al coniuge o ai figli.

Può richiedere sempre il 75%, ma dopo otto anni di iscrizione al fondo, se vuole acquistare o ristrutturare la prima casa di abitazione, per sé o per i propri figli. Infine, è previsto che per ulteriori esigenze chi è iscritto al Fondo da almeno otto anni possa chiedere un'anticipazione pari al 30% di quanto maturato. Anche per quanto riguarda il riscatto, possono scattare, in determinate condizioni, riscatti anticipati rispetto al momento della pensione.

E’ previsto, infatti, un riscatto parziale, pari al 50% del capitale in caso di cessazione di attività lavorativa con inoccupazione compresa tra 12 e 48 mesi, o se il datore di lavoro ha fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni o alla mobilità; si può riscattare l'intero montante in caso di invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo o per cessazione dell'attività lavorativa con inoccupazione superiore a 48 mesi, mentre in caso di premorienza, il riscatto può essere esercitato dagli eredi o da altri soggetti designati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il