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Profumo in politica con il Pd dopo le sfiducia da Unicredit?

L'ex ad di Unicredit tra le fila del Pd? Le opinioni



Ha presentato le dimissioni ancor prima del consiglio d’amministrazione previsto per ieri alle 18, della sua buonuscita si è discusso proprio durante il Cda e c’è chi ipotizza le sorti dell’ex ad di Unicredit Alessandro Profumo, che ha lasciato la guida dell’istituto di crediti a casua della forte crescita della presenza dei libici nel gruppo.

Per qualcuno, Profumo potrebbe fare il suo ingresso trionfale nel mondo della politica. Perché? Perché  è amico di Massimo D'Alema, perché Unicredit è la proprietaria della Roma, squadra del cuore dell'ex premier, perché nel 2006 il banchiere partecipò a un Forum di Italianieuropei a Sesto San Giovanni con Montezemolo ed Enrico Letta che fu soprattutto una celebrazione del ruolo internazionale di D'Alema, allora ministro degli Esteri, perché il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lo stima profondamente.

Il Pd, attraverso qualche sondaggio, farà monitorare il grado di popolarità di un personaggio che ha preferito sempre rimanere nell’ombra, pur operando da grande. Ma Sergio Chiamparino, uno dei dirigenti democratici più vicini al banchiere, dice: “Una discussione del tutto assurda. Per quello che lo conosco Profumo non è interessato alla carriera politica.  Ma è sicuramente un uomo d'area, un cittadino-elettore del Partito democratico”.

Contrastanti le opinioni su un’eventuale partecipazione di Profumo alla politica. Beppe Fioroni dice: "Prendere come leader uno che è appena stato cacciato mi pare un'idea singolare della politica", anche se non sottovaluta le potenzialità di Profumo: "Un manager di straordinario rilievo”.

Rosi Bindi spiega: "È una questione di rispetto. Non possiamo tirare la giacca di un banchiere che ha appena vissuto un momento difficile”. In disaccordo Antonio Di Pietro: “Ognuno faccia il suo mestiere. Di ragionieri che hanno gestito il potere delle lobby l'Italia può fare a meno”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il