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Nuove regole condominio 2010: cambia la maggioranza per le delibere in assemblea.

Le novitÓ per i condomini italiani



Nuove regole per i condomini di Italia e nuovo sistema di maggioranza previsto: mentre, infatti, prima occorreva che a votare per una delibera fossero tanti condomini da rappresentare almeno un terzo del totale e un terzo dei millesimi, adesso sarÓ necessario che rappresentino solo la maggioranza degli intervenuti.

Ci˛ vuol dire che se in un condominio ci sono 21 condomini, dei quali cinque hanno in tutto 334 millesimi, e all'assemblea intervengono loro pi¨ altri quattro (che a loro volta raggiungono 300 millesimi), la delibera sarebbe approvata con il solo voto favorevole dei primi cinque. Con la norma precedente, sarebbe servito il voto favorevole di almeno sette condomini.

Invariate le regole attuali per le delibere da assumere in prima convocazione: la maggioranza degli intervenuti e 500 millesimi. Stessa maggioranza resta necessaria per nominare l'amministratore e decidere sulle liti.

Le altre novitÓ riguardano le approvazioni di nuove innovazioni, dirette al miglioramento o all'uso pi¨ comodo dei beni comuni, che si potranno approvare con la maggioranza degli intervenuti e 500 millesimi, mentre attualmente occorre la maggioranza dei condomini, per tutto il condominio, e due terzi dei millesimi, e altre questioni come le opere che servono a migliorare la sicurezza e la salubritÓ degli edifici e degli impianti, installare impianti centralizzati per la ricezione televisiva, anche satellitare, opere per eliminare le barriere architettoniche, per il risparmio energetico e per realizzare parcheggi pertinenziali.á

Per quanto riguarda, invece, le modificazioni delle destinazioni d'uso e sostituzioni delle parti comuni, la norma, che di fatto permetterÓ di cedere le parti comuni, prevede che le relative delibere siano assunte con la maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresentino almeno i due terzi dei millesimi, mentre ora per vendere parti comuni serve l'unanimitÓ, impossibile da raggiungere nella grande maggioranza dei casi.

Con le nuove regole, sarÓ, infine, limitata l'autonomia del proprietario della singola unitÓ immobiliare. Il proprietario, infatti, non potrÓ eseguire opere che possano cambiare la destinazione d'uso non solo delle parti comuni ma anche della sua proprietÓ, se ne deriva un danno a parti comuni o individuali altrui, o diminuzione del loro valore o pregiudizio alla sicurezza, alla stabilitÓ e al decoro architettonico.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il